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Set cinematografici sui social: il caso de “il diavolo veste Prada 2.”

Le foto del set di “Il diavolo veste Prada 2” invadono i social: hype, spoiler e moda rischiano di togliere magia all’atteso sequel
il diavolo veste prada 2

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Foto del set che continuano a circolare sui social regalando continue anticipazioni sul sequel di uno dei film più iconici di sempre. Ecco come i social fanno perdere l’entusiasmo anche nei confronti di un attesissimo ritorno.

Forse è a causa del valore primordiale della moda di far parlare di sé o per il bisogno generazionale di sapere tutto e subito, ma del sequel de “il diavolo veste Prada” ne abbiamo già abbastanza. Dopo l’entusiasmo iniziale per il ritorno dell’assistente e della ‘”regina della moda” più temuta del cinema, le regole spietate dei social network hanno finito per saturare anche i fan più affezionati, che dopo un primo entusiasmo si sentono scettici nei confronti di un sistema notevolmente cambiato.

Quando il film esce prima sui social e poi… nelle sale:

Se l’attesa è diventata quasi ingestibile per le nuove generazioni, per i nostalgici questa invasione di notizie è avvilente e stancante. Lo dimostrano gli innumerevoli commenti sotto le foto del set de “il diavolo veste Prada” che testimoniano quanto il potere della comunicazione veloce stia distruggendo la bellezza di vedere un film per la prima volta.

Sappiamo già tutto (o quasi)! Conosciamo i marchi che hanno deciso di vestire Meryl Streep e Anna Hathaway, i luoghi nei quali vedremo correre la disperata assistente per poter soddisfare le bizzarre richieste della “regina della moda” e siamo anche “allegramente (in)consapevoli” di sapere che rivedremo buona parte del vecchio cast anche in questo sequel.

Il cinema nell’epoca della riproducibilità delle immagini:

Una narrativa che ha invaso le homepage di Instagram, Facebook, Tik-Tok e che i fan sperano possa essere presente anche nel film, denaturato dalle logiche della moda e dalla potenza dei click. Così, le parole che Walter Benjamin scrisse rispetto ai rischi che avrebbe vissuto l’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità storica diventano ora verità condivisibili da chiunque, anche da chi aspettava con ansia il ritorno di questo colossal della cinematografia americana. (WALTER BENJAMIN. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica (a cura di Claudia Bianco))

La moda: responsabile del danno o principale fonte di promozione? 

La moda, diventata protagonista anche nella promozione, è sempre più vicina alla distruzione delle altre arti: gli outfit ricercati e i look iconici delle protagoniste, condivisi quotidianamente, vengono elogiati così tanto da trasformare il set di un film in una passerella della settimana della moda, aumentando il risentimento di chi crede che la magia narrativa possa svanire totalmente. 

Non sorprende allora la denuncia della costumista Molly Rogers, che ha definito la pervasività delle foto rubate: “un danno alla storia stessa che il film vuole raccontare”, ritenendo che queste siano un deterioramento dell’impatto dei social sulla narrazione e che ingannerebbero il senso stesso dell’esposizione visiva. (nypost.com)

“Questo è cinema, non il resoconto delle altre forme di arte e comunicazione”

I set cinematografici, una volta spazi chiusi, oggi si trasformano in vere e proprie performance aperte a tutti, dove moda, nostalgia delle vecchie modalità di gestione degli spazi artistici e l’anticipazione degli eventi narrati dalla pellicola si mescolano sui social accendendo il dibattito.

Il Diavolo veste Prada 2 è l’esempio perfetto di un film che vive prima tra hashtag, scatti e cosplay e solo successivamente nelle sale, rischiando di svelarsi prima del previsto e di deludere le aspettative del pubblico. Parafrasando il celebre monologo di Miranda potremmo quindi dire che: “quello che non sai è che quel set cinematografico non è semplicemente una foto, non è un post, non è un hashtag, è effettivamente cinema”. E tra spoiler, discussioni e dibattiti, attendiamo l’uscita del film dicendo… “ai posteri l’ardua sentenza!” ( Il diavolo veste Prada, il dialogo sul ceruleo: testo e video “Oh, ma certo…” | CinemaSerieTV.it )

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