La memorabilità dei jingle pubblicitari
Jingle pubblicitari
Cosa si nasconde dietro alle canzoncine orecchiabili che sentiamo in televisione o alla radio?
È capitato a tutti di ritrovarsi a canticchiare la canzone di una pubblicità nonostante non la si abbia mai guardata con interesse; dietro a questo fenomeno si nascondono tecniche psicologiche e musicali frequentemente utilizzate nella creazione di quelle musichette martellanti che inconsciamente ci ritroviamo a pensare e cantare.
I Jingle pubblicitari, cosa sono?
I jingle pubblicitari sono degli slogan musicati, creati ad hoc per essere orecchiabili e ricordati facilmente, soprattutto per creare nello spettatore un’associazione tra melodia, parole e brand; furono utilizzati per la prima volta negli anni ’20 durante le prime trasmissioni radiofoniche.
La loro funzione consiste nel catturare l’attenzione uditiva affinché il motivetto rimanga impresso nel consumatore, che quindi possa associare la melodia ad un particolare prodotto.
Le tecniche psicologiche dei jingle
Le canzoncine delle pubblicità sono memorizzabili facilmente grazie ad efficaci tecniche musicali e psicologiche:
- Ritmo accattivante: stimola il cervello a sincronizzarsi con esso e rende il jingle più memorabile.
- Melodia semplice e orecchiabile: le melodie hanno una struttura semplice e ripetitiva, che non necessita di grandi sforzi mentali per ricordarla.
- Testi brevi e ripetitivi: le frasi slogan sono corte e facili da ricordare; sfruttano la ripetizione per rafforzare la memoria del consumatore.
- Coinvolgimento emotivo: le melodie sono studiate appositamente per suscitare nello spettatore una specifica emozione che lo invogli all’acquisto del prodotto o servizio.
- Effetto “earworm“: è l’obiettivo di ogni jingle, ossia quello di entrare nei pensieri degli ascoltatori in modo persistente e talvolta fastidioso. Tradotto letteralmente “verme dell’orecchio“, questo effetto comporta l’involontaria memorizzazione e ripetizione del motivetto in chi lo ascolta.
Il ruolo della neuroscienza nei jingle pubblicitari
I jingle pubblicitari devono il proprio successo al funzionamento del nostro cervello: la musica stimola diverse aree del cervello, tra cui la corteccia uditiva, il sistema limbico (responsabile delle emozioni) e l’ippocampo, fondamentale per la memorizzazione.
La caratteristica che più stimola il cervello è sicuramente la ripetitività di parole e melodia, che crea connessioni neurali più forti facilitando la memorizzazione a lungo termine. Inoltre, l’ascolto dei jingle stimola il rilascio di dopamina, l’ormone del piacere e della ricompensa, rendendo l’esperienza più gratificante e quindi aumentando le probabilità che il consumatore ricordi il brand positivamente.
Infine, l’ascolto ripetuto del motivetto porta ad un circuito di loop neurale, appoggiandosi al già citato effetto earworm. Il circuito di loop neurale è un fenomeno nel quale il cervello tende a completare le sequenze musicali familiari, riproducendo in questo caso i jingle mentalmente, anche in assenza dello stimolo esterno (come l’ascolto della pubblicità in televisione).
Influenza ed evoluzione dei jingle pubblicitari
I jingle pubblicitari nascondono molte più insidie di quanto sembri, in quanto uniscono strategie psicologiche, musicali e neuroscientifiche in pochi secondi di spot, riuscendo ad imprimersi nella memoria dell’ascoltatore e influenzandolo.
Nell’era digitale i jingle si stanno evolvendo per adattarsi alle nuove piattaforme social e allo streaming, ma il loro obiettivo resta invariato: creare un legame emotivo e mnemonico con il brand.






