Solo con le stelle: l’isolamento dell’umanità in favore dell’intelligenza artificiale.
solo con le stelle
La sfilata di Morabito ha dimostrato come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per creare esperienze di moda uniche. Aldilà della componente creativa vi è un aspetto sociologico e personale che accende il dibattito sul senso della vita, sul concetto di solitudine dell’umanità e sull’importanza delle emozioni.
Quando la moda non riflette sul passato, diventa futuro, innovazione, contingenza e transitorietà. Anche Georg Simmel la definiva come la forma di reciprocità della modernità, un costrutto sociale temporaneo e provvisorio, così come temporanee e provvisorie sono le considerazioni su ciò che avverrà oltre il presente. (Aula di lettere)
La riflessione sulla solitudine dell’umanità nel contesto dell’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale apre le porte a nuovi orizzonti futuri, spingendo l’uomo a interrogarsi sul senso della propria vita, sul suo avvenire e ponendo riflessioni sul suo ruolo all’interno di una società dominata dalla presunta idea di un pianeta governato da robot umanoidi.
Non è scontato che sia proprio la moda a farci riflettere su questo tema, nonostante per molti essa sembri solo il frutto di frivole esigenze dello star system o di tentati esercizi di stile che cercano di avvicinare questo mondo a quello dell’arte e della cultura alta.
Ameca: un robot umanoide come testimone di un nuovo conflitto
Eppure, comprendendo il ruolo sociale della moda attraverso le riflessioni di uno dei più grandi filosofi della modernità, emerge un reale bisogno di spogliare questo settore da inutili pregiudizi, per capire quanto esso ci stia fornendo informazioni cruciali sul futuro dell’uomo, non solo riguardo le tendenze vestimentarie.
Ecco allora che, sulle passerelle milanesi, oltre alle silhouette dei marchi più amati dagli appassionati del settore, appare un conflitto che ha già fatto storia nell’ambito umanistico nel XVII secolo: il dibattito tra antichi e moderni, che in questo caso assume sfumature più contemporanee, trasformando l’antichità in umanità e la modernità in artificiosità. (Querelle des Anciens et des Modernes – Wikipedia)
Così, compare Ameca, testimone di questo nuovo conflitto, che attraverso i suoi movimenti cerca di rispondere alle domande sul tempo, sulla sua velocità e sui suoi continui cambiamenti.
Il futuro della moda: domande, risposte e il ruolo della tecnologia
La scena della sfilata di Giuseppe di Morabito diventa quindi un buco nero capace di farci viaggiare oltre l’orizzonte degli eventi. Il passato e il futuro convivono in un dialogo paragonabile a quello tra il robot Ameca e le modelle, rendendo la passerella un luogo mistico nel quale lo straniamento spinge l’umanità verso la formulazione di nuovi interrogativi. (Alla sfilata di Giuseppe Di Morabito c’era Ameca, il robot umanoide più avanzato al mondo | Vogue Italia)
Chi saremo? Dove andremo a finire? Quale sarà il nostro futuro? Ameca, dopo questo primo contatto con la moda, potrà anche sostituire anche le modelle in un mondo in cui la tecnologia ha acquisito un ruolo sempre più centrale?
“Alone with the stars”: la sfilata come metafora dell’isolamento umano
Le domande sono molte, ma al momento le uniche risposte si riferiscono al senso di smarrimento dell’essere umano di fronte all’inesorabilità del progresso tecnologico, una sensazione di straniamento che ci fa sentire “soli con le stelle”, proprio come il titolo della sfilata di Giuseppe di Morabito: Alone with the stars.
Con questo debutto il senso di meraviglia della moda torna a essere salvo grazie a una performance strabiliante, ma è il suo ruolo anticipatorio a farci comprendere la sua importanza sul piano sociale. . Non è solo uno spettacolo estetico, ma un’occasione per interrogarsi sul futuro dell’uomo, sull’impatto della tecnologia e sul nostro rapporto con essa. La sfilata, quindi, anticipa un possibile futuro, sollevando domande che ci spingono a cercare risposte più personali ed emotive che mai.







