Il Mercato Editoriale Italiano: crisi e prospettive di rilancio
L’editoria italiana si trova in una fase critica, tra rallentamenti nelle vendite e una richiesta di mercato molto altalenante. Questo contesto richiede interventi mirati a sostenere e rilanciare un settore essenziale per la cultura del Paese.
Dopo l’incremento significativo avvenuto nel biennio 2020-2021 (effetto covid), il mercato del libro ha subito una battuta d’arresto. Secondo i dati forniti dall’Associazione Italiana Editori – https://www.aie.it/ – nel 2024, in Italia la vendita di libri di varia adulti e ragazzi nel mercato trade è stata di 103,987 milioni di copie, in calo del 2,3% rispetto all’anno precedente, pari a 2,458 milioni di copie comprate in meno. A valore la flessione è dell’1,5%, pari a 23,2 milioni di euro di minori vendite rispetto a un mercato complessivo di 1.533,8 milioni di euro. Il -1,5% dell’Italia a valore, pone il Paese in coda rispetto alle maggiori editorie europee: la Germania cresce dello 0,9%, il Regno Unito cala dello 0,6%, la Francia cala dello 0,3%, la Spagna cresce del 9,8%.. Pur avendo beneficiato di un incremento complessivo di 25 milioni di copie vendute dal 2016, si è registrata la perdita di un milione di copie nell’ultimo anno. Questa tendenza evidenzia le difficoltà di consolidare nuovi lettori, soprattutto tra i più giovani.
Le cause della crisi
Tra i fattori principali che contribuiscono alla crisi troviamo la riduzione dei sostegni pubblici: negli ultimi due anni, il settore ha perso risorse per oltre 100 milioni di euro, indebolendo le politiche di promozione alla lettura e il sostegno alle imprese editoriali. Inoltre, la concorrenza e il consumo di contenuti digitali – come piattaforme di streaming, social media e videogiochi – ha eroso il tempo dedicato alla lettura cartacea. Da evidenziare sono anche le problematiche relative ai margini operativi (date anche dalla saturazione di mercato autoriale emergente, sempre più predisposto al self publishing), che stanno mettendo in crisi le piccole e medie case editrici che non hanno nomi importanti nella loro rosa di scrittori.
Possibili soluzioni per il rilancio
Per invertire la tendenza, esperti e rappresentanti del settore hanno proposto diverse misure, come l’introduzione del credito d’imposta per l’acquisto della carta, la valorizzazione delle librerie indipendenti, come veri e propri “presidi culturali”, la revisione di strumenti come la 18app – sostituita da nuove Carte Cultura e del Merito, il cui impatto sul settore sarà di circa 70 milioni di euro inferiore alla precedente versione. Secondo la rivista di https://www.illibraio.it/ , da tenere in considerazione anche la bibliodiversità e gli investimenti alle biblioteche: un incremento degli acquisti da parte di queste ultime, attraverso la diversificazione maggiore dei titoli e dei settori presidiati, favorirebbero una ricchezza culturale più vasta. L’esistenza di una rete di biblioteche pubbliche è preziosa per il consumo culturale di bambini e ragazzi. Il futuro del mercato editoriale italiano dipende dalla capacità di dare risposte attraverso strategie integrate, che coinvolgano editori, istituzioni e operatori culturali.
La promozione della lettura e il sostegno alle imprese del settore, le risorse destinate al sistema biblioteche (che dovrebbero essere rivolte anche alla riduzione dei divari territoriali, ndr), non sono solo una questione economica, ma rappresentano un investimento per il progresso culturale e sociale dell’intero Paese.







