Tennis circolare: la seconda vita delle palline da tennis
Tennis circolare
materia oscura
La sfida ecologica dello sport della racchetta per trasformare un rifiuto in risorsa
Ogni anno i campi da tennis di tutto il mondo accolgono centinaia di milioni di palline, che una volta usurate rischiano di venire smaltite in discariche, dove possono impiegare più di 400 anni per degradarsi. Negli ultimi anni sono nate nuove organizzazioni e associazioni che si occupano di ridare nuova vita alle iconiche sfere gialle, riducendo notevolmente l’inquinamento e rendendole simbolo di sostenibilità.
Il caso Wimbledon
Il prestigioso torneo inglese utilizza ogni anno circa 50mila palline che, dopo le competizioni, vengono in parte donate ai tennis club britannici o sottratte come trofeo dagli spettatori, ma la maggior parte di esse viene convertita in tane per roditori.
Dai primi anni 2000 Wimbledon dona la maggior parte delle proprie palline alla fondazione Wildlife Trust, che si occupa di tutelare e ristabilire la biodiversità in tutto il Regno Unito. Le palline da tennis vengono forate e applicate su dei sostegni che vengono piantati nelle campagne e nelle risaie britanniche, dove diventano tane per i topi delle risaie. Questi piccoli roditori, dal peso di circa 5-10 grammi, in natura costruiscono nidi sferici con erba e foglie che ricordano molto le palline da tennis, che diventano quindi una soluzione ottimale per fornire riparo a questa specie.
Palline da tennis ed eco-design
L’eco-designer belga Mathilde Wittock ha creato il progetto Soundbounce (https://www.mwodesign.com/portfolio-collections/soundbounce) per il riuso di palline da tennis usurate, ridando loro nuova vita attraverso design, ecosostenibilità e utilità.
Il lavoro di Wittock consiste nel recuperare le palline e selezionarle in base allo stato di usura, igienizzarle, tingerle e tagliarle lungo la linea bianca trasformandole in semisfere modulari che si incastrano tra di loro, senza l’utilizzo di colle o fissanti per mantenere la posizione sui pannelli di legno.
In quest’ottica l’utilità dei suoi prodotti può venire ulteriormente riconvertita; infatti, la semplicità delle costruzioni – fabbricate in legno e palline recuperate – permette ad esse di essere smembrate facilmente e quindi riutilizzate in nuovi modi.
Tutte le creazioni si sviluppano sulla base della stessa idea e fra le più note vi sono Bounce Lounge Chair (poltrona), Bounce Dividers (pannelli divisori fonoassorbenti) e Bounce Bench (panchina).
Da palline da tennis a scarpe (e non solo)
Riuscire a riciclare completamente le palline da tennis è un’operazione difficile, vista la composizione delle palline stesse: queste sono infatti composte da un nucleo in gomma e un rivestimento di lana e nylon attaccato al nucleo attraverso colle industriali; il tutto rende le palline difficili da differenziare e smaltire.
Negli ultimi anni sono nati diversi progetti per riciclare le palline trasformandole in materiali per l’edilizia; la parte in gomma viene separata dal feltro, triturata e miscelata con resine o leganti per ottenere un materiale compatto, omogeneo e resistente. Esso viene infatti impiegato nelle pavimentazioni antitrauma dei parchi giochi, nei campi sportivi, come isolanti edilizi o sottofondi drenanti.
Questa tecnica ha trovato un’opportunità anche nell’industria calzaturiera: le palline vengono triturate e successivamente viene separata la gomma dal feltro. La prima viene utilizzata insieme ad altri materiali per le suole delle scarpe, il feltro viene invece utilizzato come rinforzo interno o materiale secondario nella produzione della calzatura.
Un esempio in casa è dato dall’azienda veneta Lotto, che a gennaio 2024 ha presentato la sua prima sneaker fatta interamente di materiali riciclati. La suola è composta appunto da palline da tennis triturate, la tomaia è realizzata con un materiale ottenuto dagli scarti organici delle mele, i lacci sono in poliestere riciclato e la soletta interna proviene dal recupero degli scarti di altre solette.
Un rimbalzo verso il futuro
Il riciclo delle palline da tennis dimostra come anche gli oggetti più semplici e destinati a diventare rifiuti, possano trasformarsi in risorse preziose. Dai campi di Wimbledon alle scarpe in vendita nei negozi, queste sfere gialle diventano un simbolo concreto di economia circolare e innovazione sostenibile.
La sfida ora è ampliare i progetti esistenti affinché ogni pallina possa contribuire non solo a un match, ma anche a un pianeta più sano.







