Il turismo sui social: – così gli italiani rinunciano all’indipendenza
il turismo sui social
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La storia, l’arte e la letteratura ci hanno da sempre insegnato che la crescita culturale è fortemente determinata dalla condivisione di idee, valori ed esperienze. Quando però per far crescere l’economia si concede al consumo di invadere lo spazio un tempo condiviso dalla civiltà, si perde inevitabilmente non solo in termini di guadagno ma di indipendenza.
Molti giovani si ritrovano oggi a dover pagare le conseguenze di una formula economica fondata sul turismo, in un’epoca in cui il brand awareness sfida il brand identity. Immagini mozzafiato della costiera amalfitana occupano gli spazi social mentre sempre più Bed & Breakfast assediano i centri delle città più instagrammabili. I residenti – messi alle strette – scelgono le periferie e di condividere appartamenti soprattutto a causa dell’aumento dei canoni di locazione. Un quadro sociale pronto a sgonfiarsi o una bolla d’aria destinata a scoppiare?
IL TURISMO ED I SOCIAL MEDIA
A Londra i residenti di Westbourne Park Road sono esasperati dall’orda di fotografi amatoriali davanti alla nota porta blu di Notting Hill. A Barcellona continuano le proteste contro il turismo di massa ed il numero crescente di Bed & Breakfast. In Italia ci siamo da sempre fatti benvolere per la nostra ospitalità e capacità di rendere facilmente accessibile gran parte del nostro patrimonio artistico e questo negli anni ha comportato delle conseguenze che oggi ci appaiono irreversibili. Notiamo come negli ultimi anni i centri storici di Venezia, Roma e Firenze straripino di turisti, spingendo residenti e lavoratori ai margini, anche dei confini italiani.
Il turismo c’è sempre stato ma si percepisce oggi un’insofferenza maggiore, causa soprattutto la comparsa dei profili social e l’aumento di contenuti approssimativi. Così i quartieri delle città non rappresentano più il simbolo di un incontro magico tra Gregory Peck e Audrey Hepburn, ma si trasformano in luoghi artificiosi e caricaturali. Oggi è difficile vivere senza i “like” e alla domanda: “Cosa saremmo senza turismo?” si rimane attoniti a fissare il vuoto.
AFFITTI E BED & BREAKFAST
Costo degli affitti alto e posti di lavoro precari in un’Italia sempre più indebitata, non solo nel piccolo della nostra quotidianità. Città che si trasformano a misura di turista, in cui gli affitti a lungo termine diventano un privilegio per pochi. In Italia, sta diventando difficile anche comprare una casa da soli e chi ha delle proprietà in centro le affitta ai turisti per arrotondare il proprio stipendio, accrescendo così la presenza dell’alloggio economico all’interno del moderno panorama immobiliare. Questo comporta un aumento dei costi degli affitti a lungo termine e ci si chiede, escludendo dal dibattito le grandi imprese, se a beneficiarne siano i singoli affittacamere indipendenti o la collettività.
Su iCribis, il sito che offre un servizio di informazione sulle imprese, si spiega come alla fine degli anni ‘50 con il boom economico, si credeva che i Bed & Breakfast fossero sinonimo di un’evidente necessità economica. Nel terzo millennio questo servizio è tornato ad essere richiesto. Il Lazio in modo particolare, registra la più alta densità di Bed & Breakfast e alloggi per brevi periodi (13,8%). Un’opportunità o un campanello d’allarme?
UNA SOCIETÀ CHE RINUNCIA ALL’INDIPENDENZA
Il primo sintomo della povertà è l’unione, non è un caso che i paesi più benestanti siano anche i più distaccati e sì, indipendenti. Dalle unioni si possono però costruire nuove identità o nuovi muri a seconda del pensiero unico che si sviluppa nel tempo. Una cultura diversa non cancella l’identità di un popolo ma l’accresce. Al contrario, il denaro è capace di acquistare qualsiasi cosa ad un buon prezzo.
I residenti di Venezia si accaniscono contro Jeff Bezos per essersi impossessato della loro città, se vogliamo però, il problema ha radici ben più profonde: si accettano somme ingenti di denaro quando non si ha più nulla da perdere o meglio, quando ormai si è perso quasi tutto. Invece di condividere foto dovremmo condividere idee; invece condividiamo solo gli appartamenti.






