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LIBERTARI E SICURTARI

Il venticinque aprile dello scorso anno, in occasione della Liberazione, ho pubblicato un articolo in cui facevo lumi sui meccanismi neurobiologici alla radice dell’incapacità dei più di combatter per la propria libertà e sulla dilagante ed acritica ubbidienza all’autorità.
Del Prof. Gabriele Furiosi

Il venticinque aprile dello scorso anno, in occasione della Liberazione, ho pubblicato un articolo
in cui facevo lumi sui meccanismi neurobiologici alla radice dell’incapacità dei più di combatter per la propria libertà e sulla dilagante ed acritica ubbidienza all’autorità.
Avevo altresì preconizzato che il mio amato paese si sarebbe tosto ritrovato ad affrontar nuove insidie e minacce. A distanza di un anno, il popolo italiano si trova ancora in presenza di gravi interdizioni e coartazioni alla propria libertà.
Ebbene, nella ricorrenza della Liberazione, in cui vige ancora il coprifuoco alle 22,
quale idea di Libertà dovrebbe festeggiar il popolo italiano?
Quel popolo italiano che dalle Istituzioni viene trattato come un minorato a cui si debba sottrarre la libertà di scelta e di movimento. Quel popolo italiano a cui debba a priori esser preclusa
ogni evoluzione illuministica d’accezione kantiana e che debba invece esser confinata e relegata
in una condizione di “minorità.”
Come scienziato e studioso della mente e del comportamento, rabbrividisco dinnanzi all’incolta, ipocrita ed irrispettosa propaganda governativa che solo nel giorno della Liberazione si ricorda d’incoraggiar i cittadini alla coesione.
Quando per oltre un anno si è proceduto a divider e disunir gli italiani per regione, per comune, per indice di contagio, per categorie, per garanzie, per ristori, per età e per indici ateco.
D’altro canto, anche in natura quali son le più ricorrenti tecniche di sopraffazione impiegate dai predatori?
Non son forse la divisione e l’isolamento le più diffuse strategia di caccia dei grandi vertebrati?
Non dovete pertanto meravigliarvi delle azioni predatorie intraprese dalle varie forme di potere.
Dovete piuttosto crucciarvi e dogliarvi per l’acquiescente sottomissione dei cittadini, che tuttavia può esser scientificamente esplicata.
Ebbene, la tendenza a sacrificar la propria libertà e la conseguente ubbidienza all’autorità, son principalmente da ricondursi alla monofobia, un meccanismo neurobiologico difensivo congenito di risposta automatica che viene elicitato da segnali di minaccia, reale o percepita che sia, spingendo il soggetto a fugar appunto l’isolamento ed a superar il pericolo e l’impasse decisionale ricercando sicurezza, protezione e collaborazione attraverso la connessione sociale con una figura guida o con il gruppo. Proprio quella prossimità sociale che i governi cercan d’impedir ed ostacolare. Tuttavia, la monofobia non va in alcun modo intesa come una minorazione. D’altro canto, la selezione naturale promuove esclusivamente ciò che risulta esser vantaggioso e funzionale alla sopravvivenza ed alla riproduzione. Inoltre, fugando l’isolamento ed i rischi impliciti in esso, non solo risponde ad esigenze di sicurezza, elicitando l’attaccamento e la cooperazione, ma promuove altresì nel gregario la fisiologia di adattamento allo stress ed un processo mimetico-didattico nodale alla strutturazione corticale ed alla trasmissione di cognizioni e competenze da una generazione all’altra. Tornando alle divisioni, quella ch’oggi appare più patente e marcata è quella tra Sicurtari e Libertari, ovvero tra coloro che antepongono la Sicurezza alla Libertà e tra coloro invece che come me, antepongono la Libertà alla Sicurezza.
Ho informato gran parte della mia vita allo studio del comportamento umano ed alle dinamiche di potenza che da esso si dipanan e schiudon, individuando alcuni anni fa il più importante meccanismo neurobiologico alla radice della socialità in genere e dei processi d’attaccamento e leadership in particolare, dando poi vita alla Neurobiologia Politica, scienza questa, che indaga i meccanismi neurofisiologici implicati nel governo dell’uomo sull’uomo.
La vita di ogni organismo è anzitutto lotta, e la selezione naturale stessa è promossa proprio dalla competizione inter ed intra-specifica e dalla cooperazione monofobica.
A tal riguardo, già Darwin scriveva:” La lotta sarà quasi sempre durissima tra gli individui
della stessa specie, perché abitano gli stessi luoghi, necessitano dello stesso cibo e sono esposti agli stessi pericoli.
Orbene, le plutocrazie internazionali han ormai preso contezza che i popoli son pronti a barattar la propria Libertà nella speranza di una Sicurezza, e credetemi faranno di tutto affinché questo stato d’insicurezza e d’assoggettamento dei popoli si protragga il più a lungo possibile.
Vogliate infine concedermi un’ultima raccomandazione, la tranquillità e la sicurezza che andate bramando tradiscono uno spirito lasso, affralito e prossimo alla resa, ma prima d’arrendervi rammentate che la Sicurezza una volta orbata della Libertà non è che pavida e rassegnata Servitù.
Sia questo l’abbrivo e l’anelito per una nuova Liberazione

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