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IA: PIÙ CHE UNA SOSTITUZIONE UNO SPECCHIO DI NOI STESSI

l’IA sta cambiando radicalmente il mondo ed il nostro modo di pensare il lavoro. Stiamo anche capendo però che siamo noi a dare forma a questo cambiamento.
IA PIÙ CHE UNA SOSTITUZIONE UNO SPECCHIO DI NOI STESSI

IA PIÙ CHE UNA SOSTITUZIONE UNO SPECCHIO DI NOI STESSI

IA

ia uno specchio di noi stessi

Se ne leggono ormai tante di notizie sulla nuova realtà costruita attorno all’intelligenza artificiale e come essa stia cambiando il nostro modo di vedere il mondo. Se fosse invece una nuova forma di presa di coscienza collettiva? L’IA secondo molti sarebbe uno strumento innocuo che se utilizzato inconsapevolmente produrrebbe effetti devastanti sulla nostra società. Al centro di questo dibattito ci sarebbe da chiedersi però se le innovazioni non nascano solamente per trovare soluzioni logiche a problematiche contemporanee ma piuttosto per rispondere a delle richieste di carattere emotivo. Che sia dunque la nostra necessità di evasione a farci percepire la realtà in maniera più efficiente e produttiva attraverso l’utilizzo di mezzi esterni a noi?  

L’IA COME SOSTITUZIONE

 

La rivoluzione industriale, con le sue macchine “mostro” aveva già generato nei primi anni del novecento un cambio radicale nel mondo del lavoro e palesato la necessità di velocizzare dei processi di produzione. Più che una sostituzione, si era pensato a nuovi modi per snellire lo scambio di beni e favorire coloro che – sfruttando meglio il nuovo metodo – riuscivano a non rimanere indietro. Lo possiamo notare oggi attraverso nuove figure professionali che sanno dialogare efficientemente con l’intelligenza artificiale.

 

La velocità da sempre è sinonimo di produttività. La ricerca di efficienza la si riscontra nel linguaggio e nella sua trasformazione in un mezzo di comunicazione sempre più diretto. Parlare in maniera chiara e concisa infatti permetterebbe di guadagnare tempo ma soprattutto soldi. La vera sfida sarà quella di mantenere degli alti livelli di qualità all’interno di un contenuto sempre più ridotto. Per alcuni settori l’intelligenza artificiale, come si è visto per le innovazioni industriali, favorisce e migliora un processo di trasformazione, ma alcuni settori potrebbero essere destinati a morire o addirittura a cambiare radicalmente. 

L’IA NEL MONDO CREATIVO

 

l’IA diventa una garanzia per facilitare un cambiamento che garantisce più equilibrio tra tempo libero e lavoro. Esistono però realtà creative in cui il lavoro si intreccia con la vita personale. Nel cinema – come nel settore giornalistico – gli effetti negativi dell’IA si riversano soprattutto sui creativi, i quali si vedono sostituiti da un mezzo sempre più necessario per produttori ed editori che preferiscono acquistare un prodotto a basso prezzo per poterlo destinare a progetti facili e commerciali. In questo caso la tecnologia non diventa un limite ma un’opportunità per autori ed attori che si vogliono impegnare su proposte di maggiore qualità. La sfida per i creativi insomma sarà quella di valorizzare e migliorare le proprie capacità a fronte di aspettative sempre più esigenti. 

 

Nel mondo della grafica, la situazione è decisamente più complessa. Per quanto infatti si possa attribuire al grafico un ruolo creativo, esso nasce già con la prospettiva di vendita commerciale più che di espressività individuale. Thomas Lombardi è un Graphic Designer che lavora per clienti perlopiù presenti nel mondo del cinema. Nel suo lavoro quotidiano l’IA è una compagna ideale. Quando ci si affida a un professionista, spiega, quest’ultimo ha i mezzi per utilizzare un’applicazione – ancora troppo limitata dal punto di vista tecnico – in maniera sapiente e coscienziosa. Il grafico quindi riesce a garantire una migliore qualità dell’immagine rispetto ad un comune utente. Il mondo però va sempre più veloce ed il futuro è più vicino di quanto si possa immaginare. Una volta che l’IA avrà perfezionato le sue abilità, cosa accadrà? “Chi lo sa. Forse cambierò lavoro.” 

CAMBIARE IL MODO DI PENSARE L’IA

 

L’intelligenza artificiale, come qualsiasi altra invenzione creata dall’uomo, riflette un certo tipo di sviluppo sociale che attraverso la costruzione di sistemi funzionali manifesta il nostro bisogno di fuggire dalla realtà. Viviamo in una società che si regge in equilibrio sulle fragilità umane, in cui il tempo è una zona d’ombra soggetta a mutamenti costanti in base ai significati che le vogliamo attribuire: risposte rapide e chiare o vita lenta e sconnessa? Il nostro modo di utilizzare i mezzi che abbiamo a disposizione racconta di più di quello che pensiamo. L’IA si adeguerà a ciò che noi scegliamo di essere e quindi bisogna ricordarsi che non è la tecnologia che decide di farci evadere ma siamo noi che scegliamo che forma dare alla nostra evasione. 

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