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A.I. CONFINI DEL SURREALE 

Si accende il dibattito sulla legalità del data training dell'AI. In un mondo interconnesso in cui è difficile trovare una connessione con la realtà, diventa sempre più urgente trovare soluzioni che possano regolamentare il suo utilizzo.
A.I. confini del surreale

A.I. confini del surreale

A.I.

La Danimarca vorrebbe introdurre il “copyright dell’identità” con una nuova legge che estende la protezione del diritto d’autore a volto, voce e caratteristiche fisiche delle persone per contrastare i contenuti Deep Fake non autorizzati. Molti utenti del mondo creativo inoltre stanno prendendo le distanze da piattaforme come WeTransfer: quest’ultimi utilizzerebbero i contenuti privati inviati ed archiviati nel sito per “istruire” l’intelligenza artificiale. Secondo Mark Zuckerberg chi non asseconda il progresso tecnologico è destinato a rimanere indietro, ma qual’è il limite che separa una società sviluppata da una che passa ormai anni a difendere la propria libertà ed identità dagli attacchi dell’opportunismo? 

DANIMARCA: COPYRIGHT IDENTITA’ ED IL DEEP FAKE

 

Khaled Hosseini nel suo celebre libro Il Cacciatore di Aquiloni scrisse: “C’è un solo peccato, uno solo, ed è il furto. Ogni altro peccato è una variante del furto.” Oggi il nostro aspetto fisico non è in grado di schermare la nostra integrità dalle minacce dell’inquinamento fraudolento. Ormai i volti standardizzati che assecondano le logiche del commercio, tra botx, insicurezze e truffe online si ha sempre più difficoltà a rivendicare la propria libertà individuale e singolarità. In un film degli anni novanta con Nicholas Cage e John Travolta – Face/Off – un agente dell’FBI accetta di scambiare il proprio volto con quello di un noto terrorista per potersi infiltrare nella sua organizzazione. Il terrorista però riesce a fuggire e ad impersonare l’agente dell’FBI, minacciando la sua famiglia. Purtroppo, questa storia non può più essere considerata pura fantascienza. 

 

Il Deep Fake si riferisce a tutti gli elementi che garantirebbero di utilizzare attraverso la tecnologia e l’intelligenza artificiale il proprio volto e voce per contenuti video o peggio, commettere furti. La nuova bozza della legge danese sul copyright pubblicata in agosto prevede uno strumento per vietare la riproduzione delle performance artistiche “live” senza il permesso dell’autore, aggiungendo un ulteriore livello di protezione contro i Deep Fake. Il fulcro della riforma danese sta proprio nella bozza del nuovo art. 73a, in cui si introduce una norma di portata generale che tutela non solo la proprietà intellettuale di artisti e performer ma qualsiasi individuo contro le imitazioni digitali realistiche delle caratteristiche personali; un processo di tutela innovativo che finora non era stato espressamente incluso in alcuna legislazione europea.

IL CASO: WETRANSFER E L’A.I. 

 

Il caso che ha sicuramente scosso molti utenti nell’ultimo periodo è stato quello riguardo WeTransfer, una delle più note piattaforme di trasferimento e condivisione di file online. L’archiviazione di file sensibili non avviene più per mezzo di comuni chiavette usb ma attraverso l’utilizzo di servizi sul web. Alcune di queste piattaforme online proteggono i file da potenziali assalitori esterni ma non dalle minacce interne. Molti hanno quindi deciso di cancellare il proprio account WeTransfer a causa dei nuovi termini di utilizzo del sito: 

 

“Per consentirci di gestire, fornire e migliorare il Servizio e le nostre tecnologie (e di svilupparne di nuove), dobbiamo ottenere da te determinati diritti relativi ai Contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale. **Con la presente ci concedi una licenza perpetua, mondiale, non esclusiva, esente da royalty e trasferibile per utilizzare i tuoi Contenuti allo scopo di gestire, sviluppare, commercializzare e migliorare il Servizio o nuove tecnologie o servizi, incluso il miglioramento delle prestazioni dei modelli di apprendimento automatico.” 

 

In breve, dando al servizio accesso ai propri file, si consente al sito di utilizzare i contenuti per aiutare l’intelligenza artificiale a sviluppare nuovi modelli di linguaggio e comunicazione. 

OCCHIALI META: UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO

 

Secondo l’ultimo report di Open AI, l’intelligenza artificiale lancia molte risposte sbagliate e le centinaia affermazioni false tratte dall’attualità non si possono eliminare del tutto per colpa dei metodi di valutazione e dei benchmark (test per valutare la prestazione di un dispositivo) che non premiano le risposte “sicure”. L’affidamento cieco a questi sistemi chatbot è talmente elevato però – soprattutto tra le nuove generazioni – che si ha sempre più difficoltà a distinguere la realtà dalla finzione. Talvolta si dimentica inoltre che ogni rivoluzione, attraverso vantaggi di tipo economico e sociale, ha spesso scopi opportunistici e non risolutivi. 

 

Gli occhiali Meta sono una opportunità anche per coloro che commettono atti criminosi, incostituzionali ed illegali. Il caso della Danimarca è un faro luminoso in una società che spesso ripone la propria fiducia ed i propri principi morali in pratiche commerciali senza scrupoli. La regolamentazione e la tutela dei diritti inalienabili dei cittadini rientrano tra gli esercizi fondamentali e costitutivi di uno stato civile; forse la vera contraddizione del liberalismo moderno è proprio quello di confondere la libertà con il completo abbandono. 

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