La generazione Z ed un lavoro in evoluzione
La generazione Z
La generazione Z
sta riformando il futuro imprenditoriale sulla base di quale passato? Facendo riferimento al mondo di oggi, si cerca di analizzare e fare chiarezza sulle cause e le modalità dei processi di trasformazione del lavoro. Si è passati dal voler dare tutto per ottenere un cambiamento al prendersi tutto affinché le cose possano cambiare. Lavorare per vivere può essere un ostacolo o un’opportunità?
Se guardiamo indietro nel passato possiamo notare come il mondo del lavoro si sia evoluto dall’essere un obbligo, una necessità, una forma di rivalsa sociale ad un mezzo per ottenere la propria libertà. Alla generazione dei Millennial è stata insegnata la resilienza e la propensione al sacrificio per raggiungere risultati prestabiliti. Il duro lavoro è ciò che garantisce una sana convivenza con il sistema sociale e non il lavoro intelligente, quello che noi oggi potremmo definire “smart working”. Un monito inquietante perseguita i nuovi trentenni che intimoriti fanno fatica ad uscire fuori dagli schemi nonostante l’indole eccentrica. D’altronde lo diceva anche Ferrari: “Gli italiani perdonano tutto, ai ladri, agli assassini, ai sequestratori, a tutti, ma non perdonano il successo”. Così i Millennial italiani, a testa bassa, hanno accettato di far parte di un gregge in cui, per necessità, si incoraggia gli individui a permanere in una condizione di limitatezza e mediocrità.
I Millennial hanno imparato a convivere soprattutto con i sogni di un mondo morente che rifiutava di essere eclissato e mentre questi giovani vecchi con fatica continuano a percorrere una via a senso vietato, l’agognata terra promessa è ancora lì che aspetta di essere scoperta. I Millennial sognano ad occhi aperti, motivo per cui, senza accorgersene, sono rimasti immobili a fissare il soffitto nella loro cameretta, ancora schiavi dei propri superiori, degli stagisti e persino di loro stessi.
IL MONDO DI OGGI
Il mondo di oggi è sicuramente incentrato sull’essere e benessere psicologico. Si punta soprattutto al welfare aziendale, ad una vita agiata lavorando all’interno di una multinazionale; non proprio tutti i ragazzi infatti sentono l’esigenza di avviare un’attività e forse questo è un dato negativo per un’Italia che si regge da anni sulle spalle dei piccoli imprenditori. Il lavoro non è una questione identitaria o collettiva ma piuttosto un mezzo per assecondare l’intemperanza e l’evasione. Il mondo di oggi è fatto di connessioni veloci che non lasciano respiro alla curiosità e nonostante le alte aspettative di vita, le mille distrazioni non permettono di concentrarci sui nostri obiettivi.
Uno strano umanesimo quello che stiamo vivendo se consideriamo una tecnologia sempre più invadente ma evidentemente subdola nel suo essere indispensabile. Non siamo più padroni della vettura su cui viaggiamo e una cinica consapevolezza ha rubato il posto ad una realtà che un tempo fu a misura della nostra immaginazione. Oggi ci si chiede solo di goderci il paesaggio ma verso quale meta? Forse questo non ha più rilevanza, ciò che interessa ai giovani è arrivare a fine giornata con una buona dose di serotonina in circolo, perché la felicità è ormai l’oppio di un popolo che si è dimenticato di stupirsi.
IL MONDO DI DOMANI
Il mondo di domani è sempre più complesso ma invece di infondere speranza preferisce trasmettere ansia: insomma ormai dopo la tempesta il cielo si prepara alla tempesta successiva. A differenza di un’epoca, quella dei nostri nonni e bisnonni, fondata sul principio di ricostruzione, qui si cerca di proteggersi da un futuro oscuro pensando più al presente.
Questo nuovo modello di crescita personale si distanzia dal vecchio paradigma industriale ed economico e da uno sviluppo ideologico che non si è mai realmente concretizzato. La domanda che ora ci si pone è come si tradurrà il mondo imprenditoriale di domani e chi saranno coloro che vorranno immaginarsi un futuro diverso? L’impressione è che a cambiare sono solo le abitudini ma la nostra visione del mondo rimane sempre uguale a quella delle generazioni precedenti.







