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Pistoletto alle Piramidi di Giza

Pistoletto estende il simbolo di Terzo Paradiso nella sua installazione presente alle Piramidi di Giza per la quinta edizione di Forever in Now.
Pistoletto

Pistoletto

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Michelangelo Pistoletto ai piedi delle Piramidi di Giza con la sua installazione “Terzo Paradiso” e quel legame tra tempo e memoria.

Arriva alla sua quinta edizione “Forever is now”, mostra internazionale di arte contemporanea ospitata tra le Piramidi di Giza.

Cittadellarte e Michelangelo Pistoletto presenziano la collettiva in Egitto con un’installazione ispirata a Terzo Paradiso, simbolo e progetto dell’artista lombardo tra i più prolifici membri della corrente dell’arte povera, che sta a indicare, secondo quanto comunicato dall’artista stesso: segno universale di rigenerazione e armonia tra natura e artificio.

Nasce nel 2003 come estensione del pensiero artistico di Pistoletto, il Terzo Paradiso è oggi centro di una estesa rete internazionale di oltre 300 “Ambasciatori del Terzo Paradiso”, promossa da Fondazione Pistoletto Cittadellarte (Link https://cittadellarte.it/it) , che da più di venticinque anni opera per connettere arte e società in un percorso di trasformazione responsabile e sostenibile.

Perché Terzo Paradiso alle Piramidi di Giza?

Pistoletto
Pistoletto

Ce lo spiega l’autore stesso che scrive in una nota stampa:

 “Le piramidi sono la base, l’origine di tutta la nostra storia – spiega Michelangelo Pistoletto – che passa attraverso l’antica Roma e la Grecia e si collega persino alle questioni più urgenti del presente: il bisogno umano di guardare verso il cielo, di raggiungerlo come traguardo, pur restando radicato profondamente nella terra. Le piramidi rappresentano il desiderio di sopravvivenza dell’essere umano in termini di immortalità che diventa poi l’icona specchiante che ho creato. L’arte assume così una dimensione che trascende il tempo e oggi rinasce attraverso la formula trinamica del Terzo Paradiso, che conduce alla terza fase dell’umanità – una fase che trae conclusioni da tutto ciò che è accaduto finora per poter ricominciare. Abbiamo il passato da un lato, in uno dei cerchi della Trinamica; il futuro nel cerchio opposto; e la nostra condizione presente al centro, che raccoglie tutto il passato per trasformarlo in futuro e, allo stesso tempo, riconnettere il futuro al passato. Ecco perché è così importante oggi avere il simbolo trinario della creazione collocato proprio di fronte alle piramidi: per riconnetterci con la storia e proiettarci nel futuro.”

Il Terzo Paradiso si fa così simbolo contemporaneo di immortalità, un invito universale a immaginare un nuovo inizio.

Accanto all’opera del Maestro Michelangelo Pistoletto, la manifestazione presenta e accoglie un gruppo di altri 9 artisti internazionali di rilievo, ciascuno impegnato a reinterpretare il dialogo tra passato e futuro attraverso linguaggi visivi differenti. 

Alexandre Farto aka Vhils (Portogallo), Mert Ege Köse (Turchia), Recycle Group (Francia e Russia), J-Park (Corea del Sud), Alex Proba & SolidNature, Nadim Karam (Libano), Ana Ferrari (Brasile), King Houndekpinkou (Africa Occidentale) e Salha El Masry (Egitto). 

Tra la sabbia e il cielo d’Egitto, il linguaggio dell’arte si fa finestra e dialogo tra passato e futuro, rinnovando a Giza il legame eterno tra creatività umana e memoria universale.

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