Il materialismo gotico di Mark Fisher
Interrogarsi percorrendo le pagine di Materialismo Gotico è doveroso?
Mark Fisher riesce a scaraventare il lettore contemporaneo in una sorta di dubbio esistenziale, le macchine sono vive o siamo vuoti noi uomini?
https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/materialismo-gotico-mark-fisher-9788806270124/è un saggio scritto alla fine dei ’90 tradotto da Vincenzo Santarcangelo.
L’uomo contemporaneo è un perfetto automa funzionale?
Già sul finire dei Novanta, con una sorta di profetismo, Mark Fisher individua i segnali di un futuro remoto che anticipava il surclassamento delle categorie di organico e inorganico, veritiero/reale e virtuale, delineando un nuovo panorama psichico.
Dov’è il gotico di Fisher?
Il gotico di Fisher non dimora in alcun castello diroccato della letteratura ottocentesca, piuttosto un ipermoderno dove domina quella scintillante tecnologia, dai tratti spettrale. L’immaginario cyberpunk, dai replicanti di Blade Runner ai cyborg di Terminator, non è più solo intrattenimento, ma il banco di prova per un’analisi filosofica radicale.
In una delle sequenze più cariche di tensione de Gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick, i cacciatori di taglie Rick Deckard e Phil Resch inseguono un replicante fino a un museo per poi fermarsi davanti a L’Urlo di Munch; e osservando quella creatura contorta in un’aria vibrante di tormento, Resch commenta: «Penso che sia così che un androide deve sentirsi».
È una scena densa di senso filosofico, se l’opera di Munch è simbolo moderno di alienazione tutta umana, come può un simulacro artificiale identificarsi con essa?
Ecco allora che Materialismo Gotico (Einaudi), il manifesto originario di Mark Fisher, ci racconta questo vuoto della modernità, non più umani, non ancora macchine
E se da un lato la critica tradizionale interpretato il cyberpunk come una narrazione del dominio della mente sul corpo, Fisher sovverte la prospettiva.
È forte in questo passaggio l’influenza dell’Anti-Edipo di Deleuze e Guattari, per cui il capitalismo non è più solo un sistema economico, ma un’atmosfera cibernetica che ha decodificato le nostre soggettività.
Arriva e non poteva mancare il cinema di David Cronenberg (da Videodrome a Crimes of the Future), per cui Fisher insinua come il corpo umano non sia più un organismo integro, ma qualcosa che muta insieme ai suoi terminali tecnologici.
Oggi, il Wi-fi è il sistema nervoso che attraversa le nostre pareti e i nostri corpi.
Il mondo intero, come suggerivano Deleuze e Guattari, si dispiega tra le mura di casa senza che sia necessario uscire.
Materialismo Gotico ci lascia con una provocazione inquietante: se abbiamo smesso di distinguere l’umano dall’artificiale, forse è perché il processo di sostituzione è già completato. Non siamo noi a usare le macchine; siamo i fantasmi che infestano i loro circuiti.







