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Italia paladina europea dell’economia circolare

L’Italia conferma la leadership europea nell’economia circolare: riciclo record, alta produttività delle risorse e sfide sulla dipendenza dalle materie prime estere.
Italia paladina europea dell'economia circolare: un modello virtuoso di sostenibilità e antispreco Tra primati europei e fragilità strategiche, l’Italia guida la transizione circolare ma resta esposta alla dipendenza dall’estero

Italia paladina europea dell'economia circolare: un modello virtuoso di sostenibilità e antispreco Tra primati europei e fragilità strategiche, l’Italia guida la transizione circolare ma resta esposta alla dipendenza dall’estero

Italia economia

Un modello virtuoso di sostenibilità e antispreco

Tra primati europei e fragilità strategiche, l’Italia guida la transizione circolare ma resta esposta alla dipendenza dall’estero

 

Ogni anno il Circular Economy Network (CEN) e ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) pubblicano un rapporto sull’economia circolare in Italia, confrontandola con gli altri 26 Stati europei in cinque ambiti chiave: produzione e consumo, gestione dei rifiuti, materie prime seconde, competitività e innovazione, sostenibilità ecologica e resilienza.

Nel Rapporto sull’economia circolare in Italia 2025, il nostro Paese è riconosciuto come un modello virtuoso di produzione e consumo sostenibile, posizionandosi al secondo posto con 65,2 punti, dietro ai Paesi Bassi con 70,6 punti, e seguito dalla Germania con 60,6 punti nell’indice di circolarità.

Rapporto sull’economia circolare in Italia 2025

 

Produttività delle risorse e consumo

Un dato rilevante nell’economia circolare italiana riguarda la produttività delle risorse, che è migliorata del 20% rispetto al 2019: in quell’anno, ogni kg di risorse consumate ha generato 3,6 euro di PIL, mentre nel 2023 il valore è aumentato a 4,3 euro/kg.

A livello europeo, il consumo dei materiali, a partire dal 2019, ha subito un calo del 6,3%, ma l’Italia ha rappresentato la controtendenza, registrando un aumento del 5,5%, pur rimanendo al di sotto della media europea (14,1 tonnellate per abitante) con 11,1 t/ab.

Questo dato, apparentemente divergente, riflette una dinamica peculiare: la ripresa della produzione nazionale dopo la pandemia è avvenuta con consumi inferiori rispetto a molti altri Paesi europei, confermando un buon livello di efficienza.

 

Una questione critica: la dipendenza dalle importazioni

Nonostante il secondo posto in classifica, il Rapporto rileva una vulnerabilità strutturale: la forte dipendenza dalle importazioni di materie prime. Infatti, circa il 48% delle risorse utilizzate in Italia proviene dall’estero, esponendo il sistema produttivo ai rischi legati a mercati internazionali, tensioni geopolitiche e oscillazioni dei prezzi.
Potenziare le materie prime seconde e gli impianti di riciclo avanzato potrebbe ridurre questa dipendenza, rendendo la circolarità una leva non solo ecologica, ma anche economica e strategica.

 

Gestione dei rifiuti e riciclo

L’Italia si distingue inoltre per il tasso di riciclo dei rifiuti urbani e speciali, che ha raggiunto il 50,8% nel 2023, segnando un incremento di 3,2 punti percentuali rispetto al 2019. Particolarmente positivo è il dato sul riciclo dei rifiuti da imballaggio, che nel 2023 ha superato il 75,3%, superando sia la media europea sia gli obiettivi fissati dall’UE per il 2025 (65%) e il 2030 (70%). Questo risultato conferma l’eccellenza del sistema di raccolta differenziata e di valorizzazione dei materiali che caratterizza molti territori italiani.

 

Virtù da consolidare

La transizione verso un modello di sviluppo più circolare richiede una forte governance e l’attuazione efficace delle politiche già adottate a livello europeo, come il Clean Industrial Deal che punta alla decarbonizzazione dell’UE, e il prossimo Circular Economy Act previsto per il 2026, che mira a trasformare il mercato in un’economia circolare, promuovendo sostenibilità, competitività e sicurezza economica.

Dal Rapporto CEN-ENEA 2025 sull’economia circolare in Italia, emerge un Paese che, grazie a risultati concreti e a una forte volontà politica e sociale, si posiziona come paladino europeo di sostenibilità, antispreco e innovazione circolare, pur dovendo ancora affrontare importanti sfide per rafforzare questo ruolo nei prossimi anni.

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