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ITALIANO E CAMBIAMENTO: EVOLUZIONE NECESSARIA O DECLINO DEL LINGUAGGIO?

L'italiano tra declino e metamorfosi: scopri come social media, tecnologia e nuovi modelli sociali stanno cambiando la grammatica e la nostra identità.
ITALIANO E CAMBIAMENTO

ITALIANO E CAMBIAMENTO

 

Una metamorfosi necessaria ma che talvolta può risultare forzata. L’evoluzione della lingua – in questo caso italiana – è un tema che si tende ad ignorare, il suo studio però serve per meglio comprendere le tendenze culturali ed i nuovi modelli di sviluppo sociale. 

 

Storia e Purismo: Perché la Lingua Italiana Cambia da Sempre

 

Chi studia le lingue sa quanto le parole possano affascinare e diventare facilmente uno strumento di manipolazione di massa in mano ad abili oratori. È altrettanto risaputo però che la nostra comunicazione è di natura paraverbale. Eppure, nonostante risultino insignificanti, i contenuti e come essi vengono interpretati permettono di creare profonde distinzioni tra i popoli; talvolta sfociando nella rivendicazione di forme diverse di supremazia. Basti pensare al declino del gaelico irlandese o alle lingue perdute dei popoli indigeni. Vi sono casi però in cui la lingua diventa uno strumento d’incontro: l’alfabeto coreano infatti venne creato nel 1443 dal Re Sejong il Grande per sostituire i complessi caratteri cinesi e rendere l’alfabetizzazione accessibile a tutti. 

 

Insomma le parole hanno un loro peso e quindi fare i puristi certe volte non rappresenta solo un’ardua lotta contro il cambiamento ma una paura di perdere la propria identità. Certo è che quello che un tempo fu visto come segno di decadenza culturale (l’italiano utilizzava l’accento circonflesso sui plurali in -ii!) oggi è un’ovvietà. Il mutamento della lingua fa parte dell’evoluzione (o involuzione) culturale e ci si chiede talvolta quanto può incidere l’educazione scolastica nell’analisi di questi cambiamenti. Per decenni, nelle scuole italiane sono state insegnate regole ferree che oggi continuano ad influenzare lo sviluppo cognitivo dello studente. La verità però è che al di là dell’insegnamento, oggi la chiarezza visiva sta avendo la meglio sulle sfumature linguistiche e la logica contestuale. 

L’Impatto dei Social e della Tecnologia sul Linguaggio Moderno

 

Il nostro modo di percepire il tempo è cambiato e questo non si riflette solo nell’utilizzo dei materiali monouso e nel declino della fotografia stampata ma soprattutto nello sviluppo linguistico. Parlando proprio di “istantanee”, il passaggio da una forma pensata (in base alla sua funzione) a quella fotografica (che esclude il contesto) è stato necessario in una realtà che si è adattata a un mondo saturo di distrazioni. Ma quando è avvenuto questo repentino cambiamento di rotta? 

 

Intorno al 2010, con l’esplosione dei social, i correttori automatici hanno iniziato a venire incontro alle esigenze delle nuove generazioni, i quali preferiscono una maggiore coerenza grafica piuttosto che ricorrere a distinzioni di tipo logico. Inoltre i giovani di oggi scrivono molto di più, ma lo fanno in contesti informali, il che sta portando a una semplificazione dei processi linguistici legati alla scrittura. 

Nuovi Trend Linguistici: Tra Anglicismi, Genere e Semplificazione Sintattica

 

Alcune modifiche sono perlopiù legate all’identificazione di genere, nate per promuovere il “Sé stessi” in forma però più indistinta e generica. Tuttavia, oltre ai pronomi, cos’è cambiato? I verbi intransitivi vengono usati come transitivi: “Ti telefono” diventa “Ti chiamo”. Il congiuntivo viene mantenuto solo nelle forme di cortesia ed è sempre più sostituito dall’indicativo nelle frasi ipotetiche. l’italiano moderno inoltre sta importando termini inglesi. Questo però non si testimonia solo nell’uso della parola inglese stessa, ma attraverso un processo di rideterminazione semantica: “Efficientare” o “Assolutamente” usato da solo sia per dire sì che no; “Conferenza” inteso come “Convegno”

In Italia si tende a correggere ogni singolo errore sintattico e grammaticale, un chiaro sintomo dell’influenza dogmatica imposta dalle scuole che mal si abbina alla relatività di una lingua che si adegua a noi e non viceversa. I termini si arricchiscono con il tempo e acquisiscono nuovi significati anche se i trend mass mediatici tendono per necessità a voler impoverire il linguaggio. Non bisogna comunque dimenticare che la lingua è un vettore capace di trasportarci verso mondi alternativi. Il linguaggio è un incontro tra culture; un dialogo tra persone e non di certo una forma di annessione o peggio, prevaricazione. L’importante è mettere un punto quando serve e una virgola quando si vogliono creare legami. D’altronde, la punteggiatura è fondamentale nella comunicazione!

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