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Il Dilemma tra Nascita e Aborto: Una Riflessione tra Etica, Libertà e Diritti

Un'analisi sul controllo statale della natalità, attraverso la sintesi delle leggi e le imposizioni che hanno caratterizzato paesi come la Romania, l’Irlanda e la Cina.
Il Dilemma tra Nascita e Aborto

Il Dilemma tra Nascita e Aborto

Dal libro Storia di Sorana che fa riferimento alla legge 770 del 1966 in Romania ed il documentario vincitore del Sundance Film Festival One Child Nation (2019) sulla politica del figlio unico in Cina, all’inchiesta sulle case irlandesi Madre e Bambino che ha ispirato film come Philomena (2013) e Magdalene (2002). Ancora oggi la società lascia le madri sole a dover gestire scelte dettate da istituzioni che giudicano e ignorano il proprio ruolo nelle delicate questioni inerenti alla vita e alla morte di un bambino. 

Aborto Vietato e Stigma Sociale: Il Dramma delle Gravidanze Fuori dal Matrimonio

 

Con Storia di Sorana Vincenzo Fiore costruisce un racconto in cui svela le ipocrisie della società rumena post Ceausescu. Nelle periferie di Bucarest, seguiamo Sorana, una ragazza nata nella violenza, che attraverso un suo reportage cerca tra le macerie la sacralità della vita ed il rifugio nascosto dei bambini dimenticati e “diseredati”. In un’epoca in cui fare figli rappresentava una vittoria per lo stato, la legge 770 del 1966 in Romania, che vietava l’aborto e la contraccezione, causò la morte di molteplici bambini. Oltre 170.000 furono “affidati” allo stato dalle famiglie povere e le donne rumene, sotto la vigilanza della “polizia mestruale”, furono obbligate a controlli ginecologici mensili. Ogni gravidanza scoperta era monitorata ed in caso di mancata nascita, la donna poteva finire in carcere. I bambini furono ammassati in circa 700 orfanotrofi, abbandonati in condizioni igieniche sanitarie critiche.

 

Era il giugno del 2014 quando a Taum, nella contea di Galway, furono rinvenuti in una fossa comune i resti di bambini sotto il terreno su cui era stata costruita una delle case per le madri nubili e i loro figli. Dagli anni Venti all’inizio degli anni Novanta, in un periodo in cui avere figli fuori dal matrimonio causava vergogna, furono mandate all’interno di istituzioni religiose – finanziate dallo stato – le “madri non sposate” per partorire i loro figli, i quali sarebbero stati dati successivamente in adozione. Circa 9.000 bambini però morirono di stenti, in condizioni disastrose e di grave malnutrizione. 

La Politica del Figlio Unico in Cina: Storia e Conseguenze dell’Aborto Forzato

 

Le registe Nanfu Wang e Jialing Zhang realizzarono nel 2019 un documentario introspettivo su una vicenda che ha profondamente segnato la popolazione cinese. Una storia che narra in maniera dettagliata la mostruosa imposizione della politica del figlio unico, la quale attraverso minacce e dure punizioni ha provocato paura e disagio per ben trentacinque anni. In quella controversa fase, i funzionari del villaggio distruggevano proprietà, confiscavano beni e rapivano donne per aborti forzati e sterilizzazioni. 

 

Pertanto, con l’aumentare della paura, aumentò anche l’infanticidio e gli abbandoni. Un neonato poteva essere lasciato per giorni in strada, nella speranza che qualcuno lo adottasse. Purtroppo, molti morivano di fronte all’indifferenza ed il terrore dei passanti. Sebbene non fossero solo le neonate a essere uccise, avere un figlio maschio era comunemente molto più ricercato nella cultura cinese. Per questo motivo, col passare del tempo, il rapporto tra i sessi divenne sbilanciato ed il numero di uomini rispetto alle donne divenne sproporzionatamente elevato.

Diritti e Totalitarismi: Il Dilemma tra Etica, Libertà e Scelta

 

Quando si parla di aborto dunque, sono tanti e troppi i temi che andrebbero analizzati e che spesso vengono ignorati: la povertà, la disinformazione, la violenza di genere; le leggi che ancora oggi sono presenti in paesi in cui feroci regimi e dittature limitano la libertà della donna. Nel grande dibattito sui diritti, spesso la libertà individuale è soggetta a speculazioni di vario tipo. Ascoltare il corpo femminile, un terreno ormai divenuto uno dei campi di battaglia più brutali della storia, non vuol dire permettere allo stato di non assumersi le proprie responsabilità morali, vuol dire tutelare il cittadino laddove non sono presenti percorsi alternativi per la sopravvivenza stessa dell’individuo. 

 

La vita non è né dei morti né dei fantasmi ma delle persone che vivono il presente. Le madri del Neolitico non erano solo custodi del focolare, ma figure chiave per la sopravvivenza e la gestione delle risorse. Questo ruolo così vitale, forse in parte, si è evoluto negli anni in un mezzo di controllo, in una società che confonde la protezione con la gestione. Ci preoccupiamo del futuro dei nascituri dimenticando che molte donne non si sentono né vogliono sentirsi più madri perché la società le ha portate a credere che ciò può rappresentare un pericolo per la loro esistenza. 

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