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Il cinema italiano alla biennale di Venezia 2025

biennale di Venezia 2025: Da anni il Festival di Venezia premia l’innovazione artistica e attrae star, studenti e appassionati di cinema da ogni parte del mondo: come si inserisce il cinema italiano all’interno di questo panorama?
biennale di Venezia 2025

biennale di Venezia 2025

biennale di Venezia 2025

Il Festival di Venezia attrae ogni anno tantissimi studenti universitari che si riuniscono per confrontarsi – tra un economico Spritz e l’altro – sui film in concorso: sempre divisivi e mai banali. Venezia oltre ad offrire sfarzose feste e mondanità ai suoi ospiti più attesi, dà accesso a giovani aspiranti artisti e appassionati di film da tutto il mondo, rivendicando il suo status di “mostra” più che di “festival”. Lo ha precisato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, alla presentazione ufficiale del programma della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Da anni Venezia premia l’innovazione e la sensibilità artistica, come si inserisce il cinema italiano all’interno di questo panorama? 

I lungometraggi

 

Tra i film in concorso traspare l’esigenza di guardare oltre le apparenze, per addentrarci all’interno di un mondo oggi apparentemente interdetto e ammirare un panorama cinematografico più intimo. Con La Grazia, Paolo Sorrentino vorrebbe riavvolgere il nastro e tornare quasi ai suoi esordi, quando con Le Conseguenze dell’Amore riuscì a descrivere un amore nascosto, minato dai propri rigidi dettami. Si rafforza con After the Hunt la passione di Guadagnino per pellicole di stampo internazionale con riferimenti al periodo “thriller” di Woody Allen, mentre il film Il Maestro di Andrea Di Stefano ci vorrebbe far riflettere sulle nostre insicurezze che possono spesso condurci verso vicoli ciechi. 

La televisione

 

La TV è divenuta ormai una presenza scomoda tra i “festival-goers” del cinema; una giovane una po’ sfrontata che veste abiti forse ancora inadatti all’atmosfera di Venezia. La nuova ambiziosa serie targata HBO Max di Marco Bellocchio, ci trascina verso un passato non troppo lontano. Portobello segue il caso giudiziario che ha riguardato il noto conduttore televisivo Enzo Tortora – interpretato da Fabrizio Gifuni. Una storia che racconta l’ingiustizia che si cela spesso all’interno dell’iter processuale e che pare voler far luce sulle responsabilità civili dei magistrati. Le vicende riguardanti il mostro di Firenze vengono ripercorse invece neIl Mostro di Stefano Sollima, la mini serie Netflix fuori concorso al festival di Venezia.

Le donne

 Il cinema italiano a Venezia parlerà di donne, anche in assenza di quest’ultime tra gli autori in concorso. Duse di Pietro Marcello è un ritratto della leggendaria attrice Eleonora Duse e tratta del suo ritorno sul palcoscenico a cavallo tra la Grande Guerra e l’ascesa fascista. Elisa di Leonardo Di Costanzo apre le porte della nostra coscienza verso le contraddizioni di una donna di 35 anni, condannata per avere, senza motivi apparenti, ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il cadavere. Le fragilità identitarie femminili si palesano tra i nuovi “orizzonti” d’Italia; storie di vita che lasciano segni indelebili nell’anima. La Gioia di Nicolangelo Gelormini racconta la tumultuosa storia d’amore tra una donna – Valeria Golino – e un ragazzo molto più giovane di lei. Ne Il Rapimento di Arabella di Carolina Cavalli, Holly – interpretata da Benedetta Porcaroli – si convince di aver trovato se stessa in una bambina di nome Arabella. Quest’ultima asseconda il desiderio della protagonista, nascondendo la sua vera identità. Una cicatrice che si immagina maschera quando il dolore si nasconde dietro l’illusione. 

 I documentari

I documentari di quest’anno viaggiano su un mare diviso tra storia e neorealismo. Il nuovo “quasi” film di Franco Maresco – Un Film Fatto Per Bene – ripercorre la personalità controversa del regista stesso, attraverso aneddoti riguardanti le riprese del suo film su Carmelo Bene, interrotte più volte a causa di molteplici incidenti. Sotto Le Nuvole di Gianfranco Rosi, autore di numerosi documentari tra cui In Viaggio e Notturno, esplora le vite sotto la minaccia del Vesuvio, un vulcano che unisce il passato con il presente. Con Nino. 18 Giorni di Toni D’Angelo e Ferdinando Scianna – Il Fotografo dell’Ombra di Roberto Andò, scopriamo i ritratti di personaggi iconici che hanno fatto la storia della fotografia e della musica. 

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