Leggere Goliarda Sapienza al mare per scoprire il significato delle cose
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ùCome spieghi il mare a chi non lo ha mai visto? Ce lo insegna “L’arte della gioia”, con una narrazione dettagliata dalla quale scorgere la bellezza di una sincerità che oltrepassa la trama del romanzo.
Cesare Garboli disse: ‹‹il tempo lavorerà a favore dei libri di Goliarda Sapienza. E questo non è un augurio: è una convinzione››. Così, sicura di questa convinzione, la borsa da mare si riempie degli oggetti necessari per le vacanze e a far compagnia ai molteplici cruciverba (iniziati e mai finiti) trova spazio “l’arte della gioia”. (Sapienza, Goliarda – Enciclopedia – Treccani)
Conservato per lungo tempo in una cassapanca, il romanzo vede la luce tra le mani di un lettore estero, trovando fortuna solo dopo la morte della sua autrice. Come spieghi a un autore defunto il successo del proprio romanzo? Forse nello stesso modo in cui spieghi il mare a chi non lo ha mai visto.
Modesta: la caparbietà e la sete di conoscenza.
Siamo in Sicilia, in un contesto di totale povertà e in una condizione sociale ancora più povera nasce Modesta, la colonna portante dell’intera narrazione. In un luogo dove guadagnarsi da vivere non consente alla cultura alta di attecchire nelle menti di chi lo abita, anche le domande più sciocche faticano a trovare risposte. Così caparbia e disobbediente, Modesta trova il coraggio di interrogarsi sulle cose che sembrano scontate agli occhi del lettore ma che per la protagonista sono idee distanti, come l’orizzonte o la sensazione che scalda il cuore alla vista di due occhi blu come il cielo.
Senza provar vergogna rispetto alla sua ignoranza, curiosa non per colmare lacune ma per allargare la propria prospettiva, pone domande sul mare a Tuzzu – suo amico d’infanzia – che alla domanda di Modesta risponde: ‹‹il mare è una distesa d’acqua fonda come l’acqua del pozzo che sta fra il nostro podere e quella catapecchia che è la vostra casa. Solo che è blu, e che per quanto giri gli occhi non puoi vedere dove finisce […] una chiana d’acqua blu››.. (L’arte della gioia, Goliarda Sapienza. Giulio Einaudi editore – Supercoralli)
Il mare come metafora di un amore fisico.
Desiderosa di conoscere il mondo – mossa dalla voglia originaria di conoscere prima di tutto sé stessa – la giovane Modesta non tarda ad addentrarsi nella ricerca istintiva di un ardire che la conduce al paragone libero tra il mare e gli occhi del suo interlocutore, che si uniscono attraverso l’orizzonte “al cielo della fronte di Tuzzu”.
Una visione poetica, che riesce a trovare nella semplicità di una domanda tutta la disinibizione della protagonista del romanzo, che comincia a conoscere il suo corpo prima ancora di sapere qualcosa sugli elementi naturalistici che si possono scrutare oltre le montagne di casa sua.
‹‹Ora so cos’è il mare››.
Così la carezza delicata che si crea tra due corpi in contatto, diviene per Modesta il primo incontro con il mare. Il senso di vuoto di fronte all’immenso, i brividi della brezza marina sulla pelle bagnata e le vertigini di una carezza intima condivisa con qualcuno che sapeva tutto, fecero scoprire a Modesta l’esistenza del mare attraverso il suo involucro fisico.
Una narrazione cruda – a tratti esplicita – ci riporta a scoprire la grandezza delle cose sulla terra, un sublime che si traduce anche nella quantità di significati che può assumere metaforicamente un elemento della terra. (L’arte della gioia, un libro che insegna ad assaporare la pienezza della vita – L’Altro Femminile)
Quindi il mare cos’è?
Per Modesta è libertà disinibita e desiderosa ma anche il luogo da cui proviene colui che eliminerà la sua innocenza con violenza e abuso. Simbolo di qualcosa che può dare ma anche togliere, affascinante e pericoloso, immorale, forte e seducente, come Modesta, il personaggio perfetto per un capolavoro da portare in vacanza, per cercare di capire il significato personale che ha per noi il qualcosa di immenso come il mare.







