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Oltre il mondo di Oz: Wicked e il coraggio di sfidare il sistema

Il film Wicked reinventa Elphaba come simbolo di lotta contro oppressione e propaganda, esplorando temi moderni come discriminazione e identità.
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La nuova trasposizione cinematografica dell’opera teatrale di
Wicked, firmata dal regista Jon M. Chu, ci regala una Elphaba contemporanea e coraggiosa capace di trascinarci in quella che è una vera lotta contro l’oppressione e la propaganda.

Wicked, uno dei musical teatrali più amati di sempre, basato sul celebre romanzo di Gregory Maguire, vede come protagonista Elphaba, interpretata nel nuovo film da una magistrale Cynthia Erivo, che nelle scritture di Baum è la Malvagia strega dell’Ovest. Malgrado i due romanzi siano stati scritti in epoche completamente differenti, i temi trattati possono definirsi come complementari. Ma c’è un elemento che accomuna più di ogni altro queste due opere: le illusioni del mago. Queste ultime rappresentano il cuore narrativo di entrambi i romanzi. Ne Il mago di OZ, egli è un semplice ciarlatano. Un uomo comune approdato in una terra sconosciuta con una mongolfiera, capace di aggirare una popolazione ingenua facendogli credere di essere un potente stregone. In Wicked, invece, egli svela la sua vera natura di tiranno; farà di tutto per far sì che Elphaba venga additata come maligna e crudele, attraverso finissime tecniche di manipolazione.

Quindi, chi è il vero cattivo della storia?

Il falso mondo creato da OZ

Il mondo creato dalla penna di Frank Baum è apparentemente magico e meraviglioso. Quando Dorothy atterra nel paese di OZ tutto le appare colorato e felice. Molto diverso dal «grigio Kansas» da dove proviene. Immagine che viene rappresentata magistralmente nella pellicola del 1939, con protagonista Judy Garland. Ma, quello di OZ è un mondo plastico e fittizio, creato su di una grande menzogna. Il mago non è un vero mago e, malgrado questa versione non sia stata resa nelle trasposizioni teatrali e cinematografiche, la città di Smeraldo non è davvero verde, ma è piuttosto frutto di una geniale orchestrazione. Gli abitanti della terra di OZ non hanno mai visto il mago dato che egli non ama uscire allo scoperto; tutti ne parlano come di una figura mutevole e senza volto. A volte ha le sembianze di un elefante, altre di una grande creatura magica. Ma egli non è altro che un abile manipolatore, tant’è che riesce a convincere, attraverso ricatto, Dorothy e i suoi amici ad uccidere la Malvagia strega dell’Ovest perché, difatti, non ha alcun potere. Piuttosto viene descritto come «un vecchietto, con la testa pelata e la pelle rugosa» che ama destreggiarsi con trucchetti illusionistici.

Elphaba contro la propaganda

In Wicked, il mago rappresenta il vero villain della narrazione. Seppur la trasposizione teatrale sia stata edulcorata, rispetto alla cruda narrazione del libro, il personaggio di Elphaba è incentrato nell’unico obiettivo di andare contro le illusioni create dal mago. Le bugie di OZ possono essere equiparate a quelle dell’arte della propaganda; egli è riuscito a creare un clima di terrore in cui gli animali parlanti rappresentano il vero nemico e, in quanto giudicati ‘pericolosi’, vengono deumanizzati, privati della dignità e dei loro diritti. Anche la stessa protagonista viene ‘deumanizzata’ a causa della sua diversità; lei è nata con la pelle verde e per questo motivo viene derisa dai suoi coetanei. Ma sarà proprio lei, nel primo atto della storia, a dare inizio alla rivolta contro OZ e il sistema da lui creato. Difatti, a seguito dello smascheramento dello stesso, la protagonista preferirà fuggire nell’ignoto, sulle note di Defying Gravity, piuttosto che sottostare alla tirannia del falso stregone.

La favola moderna

I temi trattati nella nuova narrazione di Wicked sono più contemporanei che mai, soprattutto per quanto riguarda la discriminazione. In un mondo sempre più complesso diventa davvero difficile trovare il proprio posto. Eppure, Elphaba, dopo varie peripezie e sofferenze, riesce a liberarsi dalla gabbia delle illusioni e ad accettare la sua vera identità. Si può trovare anche un importante parallelismo con il personaggio della strega, il leone, l’uomo di latta e lo spaventapasseri dell’opera originale. Tutti loro vivono nel convincimento di avere qualche mancanza: il leone crede di non avere coraggio, l’uomo di latta di non avere un cuore e lo spaventapasseri di essere privo di un cervello. Eppure, ognuno di loro ha già ciò di cui ha bisogno, ma allo stesso tempo nessuno ne è consapevole, forse perché, probabilmente, qualcuno li ha convinti di non possedere tali qualità. Questo 2024 ci ha regalato un’opera sensazionale dove la nostra antieroina moderna è riuscita nel suo intento di scalfire il potere e ribellarsi ad esso. Quindi, non vediamo l’ora del secondo atto!

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