Emoji: vezzo comunicativo o strumento imprescindibile della modernità?
emoji-comunicazione-marketing-digitale-rivoluzione-simboli
Il fenomeno delle emoji: come hanno cambiato la comunicazione scritta globale e il marketing digitale
Le emoji rappresentano il fulcro della comunicazione visuale del ventunesimo secolo, costituendosi come un fenomeno ben radicato nella comunicazione digitale moderna. Le basi della comunicazione visuale scritta risalgono all’antico Egitto e alla Mesopotamia, ma il suo utilizzo si è perpetrato nei millenni, fino all’invenzione delle emoji nel 1999, in Giappone. Inizialmente sfruttate come marcatori di stati d’animo e concetti, negli ultimi anni hanno cambiato in molti ambiti destinazione d’uso, qualificandosi come ottimi strumenti per richiamare l’attenzione e vendere.Per quanto riguarda la comunicazione scritta in situazioni informali, l’avvento delle emoji ha segnato un cambio radicale nel modo di esprimersi e comunicare. Sms, e-mail, caption sui social e qualsiasi tipo di messaggio istantaneo vengono molto spesso arricchiti da emoji, le quali permettono al mittente di contestualizzare o specificare i toni di ciò che scrive. Richiamare l’attenzione su ciò che si scrive attraverso disegni e icone permette al lettore di memorizzare le informazioni più efficacemente, e molto spesso evita fraintendimenti tra le parti.
Da quando le emoji sono diventate ampiamente diffuse, la loro funzione di concentratore di attenzione è divenuta la base su cui costruire nuove strategie di marketing. Grazie alla loro visibilità, immediatezza e universalità, esse riescono a evidenziare e rendere più appetibili slogan e campagne pubblicitarie, ma non solo. Negli ultimi anni si è assistito alla modificazione di molti loghi in grafiche richiamanti emoji, che hanno di fatto capitalizzato l’attaccamento della popolazione digitale verso icone che riproducono emozioni e sentimenti.
Sicuramente l’utilizzo delle emoji è facilitato dalla loro grande quantità e disponibilità in ogni apparecchio destinato alla comunicazione, oltre che dal loro effettivo e ufficiale ingresso nella comunicazione informale scritta; ma sono quindi strumenti imprescindibili, o vezzi a cui potremmo facilmente rinunciare?
Certamente la loro presenza non è sempre fattispecie obbligatoria e contestuale, ma sotto molti aspetti le emoji fanno le veci di tutti quegli elementi che nel linguaggio parlato diamo per scontati, tra cui: tono di voce, gestualità, silenzi e via dicendo. Il coinvolgimento che generano rispetto ad un testo “nudo” è comprovato, come la memorabilità di tutto il contesto, ma non per questo dobbiamo dare loro somma importanza.Concludendo, le emoji rispecchiano un modo di raccontare e raccontarsi chiaramente moderno, volto a semplificare e velocizzare l’informazione; inoltre, permettono a tutti di darsi un’identità grafica, a partire dalla bandiera del proprio Paese, dal simbolo del proprio sport o cibo preferito, arrivando addirittura a descrivere il proprio status familiare.
Come in tutti gli ambiti, è giusto dosare ogni elemento adeguatamente, dando spazio alle novità e alle forme espressive innovative, ma senza dimenticarsi del potere espressivo delle parole. Per quanto le emoji possano veicolare concetti e informazioni, il loro campo d’azione rimane limitato; la loro portata di eloquenza rimane circoscritta nei loro colori e geometrie, senza potersi adeguare alla pienezza di una frase scritta bene.







