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FUGA DEI CERVELLI E PRODUTTIVITÀ: IL DIBATTITO A TRENTO 2026

L'esodo dei giovani talenti italiani tra crisi di fiducia e logiche aziendali obsolete. Dal Festival dell'Economia di Trento 2026, l'analisi del divario tra competenze e mercato del lavoro.
festival economia

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Si è stati recentemente testimoni di una fuga di cervelli senza precedenti, un fenomeno che non riflette solo le difficoltà economiche in Italia ma soprattutto una perdita di fiducia e valori. Questo esodo infatti converge con un moderno modello di business che predilige la quantità rispetto al valore del capitale umano. Questo provoca una mancanza di fiducia nei giovani i quali oltre a un lavoro dignitoso cercano un ambiente lavorativo capace di valorizzare il loro impegno. 

Fuga dei cervelli in Italia: perché i giovani scappano all’estero?

 

Il 22 maggio è intervenuto in occasione del panel “Parlare con i giovani, non dei giovani” il presidente del CNEL Renato Brunetta. Confrontandosi con il direttore del Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, Brunetta ha sottolineato che “in 13 anni se ne sono andati in maniera quasi definitiva più di 650 mila giovani ad alta scolarizzazione.” Miliardi di investimenti in capitale umano persi per motivi legati ai costi e al divario fra domanda e offerta di lavoro. Perché i giovani se ne vanno? “Mancanza di fiducia”, afferma Brunetta, un giudizio duro nei confronti della società dunque oltre agli aspetti di natura economica. 

 

Nonostante questo, secondo i report di alcune società di consulenza come Deloitte e McKinsey, il 60% dei manager sostiene che in un mondo divenuto Skills-Based i neolaureati non siano sufficientemente preparati per ciò che il mercato richiede. L’unica via da percorrere pare sia quella della fuga all’estero, lavorando in ambienti caratterizzati da salari bassi, da sfruttamento e da bassa produttività. “Comprare lavoro che costa poco per gli imprenditori è meglio di capitale che costa tanto”. Queste ricerche quindi fanno emergere un dato importante: Il problema è fortemente legato a visioni ristrette che non tengono conto di ciò che realmente il mercato del lavoro richiede e ciò che garantirebbe una crescita a lungo termine.  

Come fermare la fuga dei cervelli: incentivi fiscali e Stakeholder Capitalism

 

Riguardo al tema giovani, il Sole 24 Ore ha voluto pubblicare sulle piattaforme social due interventi che sono risultati rilevanti ai fini informativi. La Start Tax ad esempio, una agevolazione fiscale sulla base dell’età proposta dal partito Italia Viva, mette in risalto la necessità di dare spazio ai giovani per permettere loro di costruire un futuro. La fuga delle persone ed il calo demografico sicuramente preoccupa non solo Matteo Renzi ma paesi ormai saturi di una manodopera a buon mercato e in cui si riscontra un’assenza di personale specializzato per le nuove sfide del futuro. 

 

Edward Freeman, economista e teorico, sostiene che il capitalismo debba mettere al centro l’umanità. Il padre fondatore della teoria del capitalismo degli stakeholder afferma infatti che ogni azienda debba creare valore per i propri clienti, fornitori, dipendenti, le comunità e le persone che investono denaro. Fare business non è solo produrre profitto; è dunque importante che i giovani comprendano come questo nuovo modello miri a dare voce alle persone all’interno dell’azienda, soprattutto a chiunque abbia un interesse nelle sue attività.

Il futuro del lavoro: come cambia il valore del capitale umano in azienda

 

Come è accaduto durante le grandi rivoluzioni, i modelli di business sono destinati ad evolversi per seguire i mutamenti dei ruoli e delle competenze all’interno del mondo lavorativo. La sfida inoltre è capire l’impatto di tempo e guadagno sul dipendente moderno e come quest’ultimo tende a percepire la finalità dei suoi compiti.

 

Per citare le parole del teorico Freeman, il capitale umano è quello che conferisce valore a tutte le attività all’interno di una azienda. Perché lo scopo professionale, al di là delle convinzioni ideologiche, sarebbe improntato sulla crescita sociale e culturale oltre che economica: il denaro si consuma mentre la credibilità perdura grazie a un processo che mira a costruire basi solide per le generazioni future. 

 

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