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I rapporti umani ai tempi dei social media

Come i social media hanno cambiato le relazioni umane, dall'effetto disinibizione alle trappole virtuali, tra amicizie, amori e interazioni quotidiane
Illustrazione dell'impatto dei social media sulle relazioni umane, con persone che interagiscono tramite smartphone e icone di app come Instagram, Facebook e WhatsApp, rappresentando nuove dinamiche e sfide nei rapporti interpersonali.

Illustrazione che mostra l'impatto dei social media come WhatsApp, Instagram e Facebook sulle relazioni umane, evidenziando connessioni virtuali, nuove abitudini e sfide nei rapporti interpersonali.

WhatsApp, Instagram, Facebook: applicazioni ormai imprescindibili su qualsiasi smartphone, tablet e non solo. Accediamo continuamente, controlliamo le notifiche, rispondiamo ai messaggi, vediamo i nuovi post, mettiamo like e spesso passiamo da una piattaforma all’altra senza neanche pensarci. Ormai trascorriamo sui social più tempo di quanto ci rendiamo conto, anche perché sui nostri profili mettiamo in mostra la nostra vita e condividiamo le nostre giornate. Abbiamo acquisito nuove abitudini e sviluppato nuovi interessi, ma soprattutto gestiamo in modo diverso tutto ciò che riguarda i rapporti umani, tra amicizie, amori e famiglia. Vediamo più nello specifico cosa è cambiato.

Lontano diventa vicino, impossibile diventa realizzabile

Innanzitutto gli utenti hanno la possibilità di rientrare in contatto con amici e conoscenti persi di vista, riallacciando rapporti e scoprendo di avere ancora dei momenti da condividere. Allo stesso tempo i social network permettono anche di poter interagire con persone geograficamente molto lontane, creando relazioni umane prima impensabili. Si tratta spesso di rapporti che si basano sulle conversazioni online (anche tramite le videochiamate che ci hanno “salvato” durante la pandemia), ma non per questo meno solidi, pur mancando la componente “fisica”. 

Un altro aspetto da considerare è rappresentato dalle potenziali opportunità degli utenti di esprimersi, riuscendo a trasmettere ciò che a volte risulta difficile comunicare in altri modi. Una funzionalità a cui ormai non possiamo più rinunciare sono le stories, contenuti visibili per 24 ore con cui condividiamo emozioni e momenti. Il nostro profilo diventa di fatto un luogo virtuale dove potersi raccontare: non bisogna dimenticare che i social sono stati creati per rendere più facile per una persona esprimersi, anche grazie allo “scudo” rappresentato dallo schermo del dispositivo. Questo fenomeno è stato definito effetto di disinibizione. Ma qual è l’altra faccia della medaglia?

La realtà virtuale nasconde anche delle trappole

Quanto detto finora rappresenta gli aspetti positivi dei social network, ma indubbiamente ci sono anche alcune criticità. Una molto importante è rappresentata dal fenomeno del phubbing, la tendenza cioè a preferire l’utilizzo dello smartphone a discapito delle interazioni con le persone fisicamente intorno a noi. Questo accade perchè i social “vincono” se riescono a “trattenerci” sulle proprie pagine il più a lungo possibile e per fare questo ci propongono contenuti in linea con i nostri gusti, rilevati grazie ai like ed alle visualizzazioni. Il risultato è che diventano più attraenti e interessanti le interazioni e le conversazioni virtuali piuttosto che quelle del “mondo reale”. Anche questo, però, rappresenta una criticità: il filtro dello schermo potrebbe diventare anche un mezzo per mentire e ingannare. Si sentono sempre più casi di utenti che vengono truffati da persone conosciute in chat a cui si è data troppa fiducia.

E in amore?

Anche in amore troviamo pro e contro. Indubbiamente la possibilità di interagire anche a distanza rappresenta un punto di forza dei social media. Allo stesso tempo però, se è vero che sui nostri account ci sentiamo liberi di esprimerci, è anche vero che le nostre azioni sono visibili a tutti e siamo maggiormente controllati, anche, potenzialmente, dal nostro partner. Ecco quindi che diventa motivo di litigio un ultimo accesso su Whatsapp diverso da quanto dichiarato, oppure un like dato al profilo o alla foto sbagliata crea tensione. Il risultato? L’emergere di nuove insicurezze e nuovi dubbi sulla fiducia posta nell’altra persona.

Un altro aspetto indubbiamente mutato è il modo in cui si cerca di entrare in contatto con un potenziale interesse amoroso. Prima dell’avvento dei social, si cercava un argomento per “attaccare bottone” e sperare di risultare interessanti. Ora invece si preferisce  “aggiungere su Instagram”: se l’altra persona poi ricambia il “segui”, allora si passa ai like tattici. Solo successivamente si inizia una conversazione. Indubbiamente questo implica meno coraggio nel tentare un approccio, una maggiore paura di ricevere un no. Anche se grazie alla “vetrina” che sono i nostri profili possiamo individuare già argomenti per rompere il ghiaccio. Insomma anche qui lati positivi e negativi.

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