Mark The Hammer: Come creare un live show… senza alcun talento
Mark The Hammer Come creare un live show senza alcun talento
Mark The Hammer: il talento di non prendersi sul serio (ma fare tutto dannatamente bene).
“Come creare uno show senza alcun talento” è il titolo del suo live tour, ma chi conosce Mark The Hammer sa benissimo che la mancanza di talento è solo una provocazione. Dietro a ogni risata, c’è una visione; dietro a ogni follia, una professionalità chirurgica e dietro a ogni video assurdo c’è Mark, che continua a stupire tutti.
È con questo spirito che abbiamo chiacchierato con lui (e definirla semplicemente un’intervista è a dir poco riduttivo) tra una risata e un aneddoto, cercando di non farci travolgere troppo dall’entusiasmo di chi, lo ammettiamo, è fan da tempo. Ma quando l’ospite è Mark The Hammer, contenere l’entusiasmo è un’impresa a sé.
Per rompere il ghiaccio siamo partiti con la domanda classica: chi è Mark The Hammer?
La domanda, solo in apparenza semplice, scatena una delle risposte più autentiche dell’intervista. «Oddio, vorrei poterti rispondere: guarda su Wikipedia, ma dovrebbero avermi bannato. E quando la gente ha provato a creare una pagina su di me, mi dicono sia sempre stata cancellata. Non lo so, potrei risponderti in mille maniere, potrei farti la stessa domanda e non sapresti rispondere neanche tu. Musicista, content creator, boh… è difficile dare una definizione precisa o circoscriverla».
Ride e ci ride sopra anche quando gli raccontiamo che cercandolo su Google, tra i risultati alla domanda “chi è il compagno di Cristina Scabbia?”, compare il suo nome (ma solo se lo cercate da cellulare, ndr). E no, non lo sapeva, tanto che ci ha fatto un meme dedicato sul suo profilo.
L’umorismo e le mille influenze
Chi conosce Mark sa che la comicità è un marchio di fabbrica, ma com’è cambiata negli anni?
«Domanda enorme ed essendo prolisso, ti asciugherò tantissimo», scherza, temendo di ammorbarci con troppo dettagli «Ho fatto tanti video, quindi è normale che anche la comicità si sia evoluta, insieme alla struttura dei video.» Le influenze le più diverse. Infatti, «Seguo tantissimi creator americani e inglesi, sia musicisti che comici. Ad esempio: Bob Herman, Jim Gaffigan, Jim Jefferies, Louis C.K.» ma l’ispirazione, per lui, è qualcosa «a 360 gradi», un puzzle composto da esperienze, ma anche tanti musicisti e creator prevalentemente americani.
Contenuti assurdi, ma con metodo
Dal video nel deserto a quello girato tra i ghiacci del Polo Nord, ogni produzione di Mark è un’impresa, ma anche un’avventura.
«Gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Ad esempio, per il video del deserto, ho dovuto ripassare tutta la discografia dei Nirvana. Non solo, la stessa realizzazione del video è stato un caos.» Ma è proprio il caos che spesso fa funzionare quel contenuto, ci dice e continua «Come al Polo Nord: dovevo arrivare con una motoslitta, ma ci hanno avvisati all’ultimo di una bufera in arrivo. L’unica soluzione? Andarci a piedi. Ovviamente, dopo esserci accertati che fosse sicuro.
Anche per realizzare il video sulla ZIPLINE, ho fatto appositamente realizzare un’imbracatura per la chitarra. L’adrenalina va bene, ma la sicurezza viene prima di tutto. Non ha senso rischiare la pelle e trasmettere un messaggio sbagliato al pubblico solo per qualche visualizzazione in più». Una pillola di saggezza di non poco conto.
Il progetto più lungo da realizzare? Quello che ancora non avete visto
«Il video sulla storia del metal è stato un lavoraccio, ma in realtà sono i progetti non ancora usciti a portarmi via più tempo. Come il live show. Ci ho lavorato due anni e ancora oggi la gente non ha capito cosa sia davvero. Forse è questo il bello: è un ibrido tra stand-up comedy e musica, ma molto più folle di quanto vi possiate aspettare».
E no, non vi daremo altri spoiler (perché neanche noi siamo riusciti a strapparne a Mark, ndr).
Senza alcun talento… ma con tantissima testa
Lo show, che girerà il nord Italia con cinque date (con una doppietta su Milano), ha un titolo che è già una provocazione: Come creare uno show senza alcun talento.
Mark mette subito in chiaro le cose, però: «C’è un legame con la serie di YouTube “Senza alcun talento”, certo, ma se vieni pensando di sapere cosa aspettarti solo dal titolo… beh, sei fuori strada. È molto più articolato, pieno di momenti assurdi, però non voglio spoilerare nulla al riguardo, l’effetto “sorpresa” è fondamentale. Se togli quello, perdi il senso dello show».
Sul palco, Mark sarà l’unico musicista, ma non l’unico performer. «Non ci sono ospiti né altri content creator. È uno show con musica, ma non è un concerto. È qualcosa di diverso. Di nuovo. Di imprevedibile».
Cambiamo argomento (ma non troppo). Intelligenza artificiale: il male minore?
Sulla locandina dello show c’è un cyborg con una chitarra: un riferimento voluto all’intelligenza artificiale? E’ un tema che Mark ha già affrontato in una delle sue tante serie su YouTube. Quindi cogliamo la palla al balzo e gli chiediamo cosa ne pensa del trittico: AI, musica e fattore umano.
La sua risposta non potrebbe essere più schietta:
«L’industria musicale è messa così male da anni che l’AI è davvero l’ultimo dei problemi. Non potrà fare peggio di quello che già esiste. Anzi, se riesce a scardinare questo schifo, io ti dico: vai AI, vai» e aggiunge «Il fattore umano è già sparito da un pezzo. Guardi Sanremo e ci sono troppi autori per una canzone di merda. Questa è la vera fantascienza, di quella brutta. Il problema non è l’intelligenza artificiale: è il sistema. Ed è questo sistema che, paradossalmente, l’AI potrebbe rimescolare».
Collaborazioni future (ma segrete)
Dopo Barbascura X e Cristina Scabbia (che abbiamo accertato non essere la sua fidanzata, per chi ancora se lo stesse chiedendo), Mark ci lascia intendere che una nuova collaborazione, inseguita da anni, sta diventando finalmente realtà. «Non voglio dare indizi, ma parliamo di uno dei miei content creator preferiti e no, non è italiano. E poi ci saranno altre collaborazioni, ma ormai lo sai, sono un grande fan della sorpresa».
Anche qui, neanche uno spoiler.
In scena l’inaspettato
Chiude così un’intervista che è stata più una corsa adrenalinica tra pensieri, battute, confessioni e digressioni illuminanti. Mark The Hammer è un artista che mescola intelligenza e follia, metodo e caos, sorpresa e sostanza. E il suo spettacolo, Come creare uno show senza alcun talento, promette di essere l’evento più scorretto, e probabilmente più geniale, che vedrete quest’anno.
Potete acquistare i biglietti QUI. Ma sappiate che, una volta seduti in sala, nulla sarà come ve lo aspettate.
Grandi eh!







