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FOMO – Il peso dell’attesa: vivere il tempo nell’era della velocità

Dalla FOMO alla riscoperta della lentezza: come il tempo estivo ci spinge a riflettere sul valore dell’attesa e sul bisogno di vivere con maggiore consapevolezza.
FOMO

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Dalla FOMO alla riscoperta della lentezza, l’estate e i suoi ritmi mettono in crisi il concetto di tempo inducendo l’uomo a mettere in atto nuove strategie per condurre una vita più lenta. Un’analisi accurata che dalla tirannia dell’urgenza giunge al valore filosofico dell’attesa.

Vacanze, eventi culturali, giornate al mare, voglia di leggere tutti i libri non letti durante l’inverno; l’estate con le sue temperature e i molteplici palliativi della noia alimenta la paura di non riuscire a fare tutto ciò che si vorrebbe alimentando la cosiddetta FOMO ( fear of missing out) in un turbinio di emozioni negative che rende l’urgenza di fare tutto una vera e propria Tirannia. (F.O.M.O. SAPIENS – La paura di essere tagliati fuori)

La FOMO nella società dello spettacolo

La condizione psicologica generata dalla FOMO può essere analizzata partendo da molteplici approcci filosofici, dall’esistenzialismo alle teorie sulla spettacolarizzazione della società dei consumi. I contenuti “instagrammabili” visibili “scollando” i video sulle piattaforme social ci rendono spettatori passivi di una vita fatta di immagini e rappresentazioni. Questo concetto di passività, analizzato da Guy Debord ne “la società dello spettacolo” ci fa comprendere come in un mondo di immagini e rappresentazioni è molto probabile provare paura nel non sentirsi parte di un contesto sociale che esclude chiunque non sappia spettacolarizzare la propria esistenza.

Attendere è angosciarsi.

Un’esistenza fatta di apparenze, dove il confine tra realtà e rappresentazione sembra non esistere più. Un’angoscia costante che trasporta la condizione umana a diventare lo spettro di quel “pendolo che oscilla tra la noia e la disperazione” dove gli attimi di gioia che intervallano questa oscillazione sembra non possano esistere se non in un contesto riempito costantemente di momenti da vivere. ( Arthur Schopenhauer: ‘La vita è un pendolo che oscilla tra dolore e noia’ | LINKUAGGIO?)

Una ricerca costante che non permette alla soddisfazione del momento presente di penetrare nelle menti delle nuove generazioni, che troverebbero nella lettura dei grandi filosofi risposte a domande già poste. 

L’angoscia: l’emozione della possibilità di scegliere. 

Un’angoscia scatenata da nuovi problemi ma già analizzata da Kierkegaard, che la inserisce nel contesto della categoria della “possibilità”, nel punto più alto di un monte immaginario in cui l’opportunità di essere liberi scaturisce un senso di inadeguatezza tra l’io e il mondo. Una sensazione che nasce dinanzi al divieto posto dal mondo, lo stesso che si prova quando si ha un divieto posto dal tempo, che impone di fermarsi e di conseguenza di perdere qualche esperienza. (KIERKEGAARD: ANGOSCIA, DISPERAZIONE, FEDE)

Un’esigenza, una brama di avere tutto che conduce alla paura, a quella FOMO che non riesce a frenare la sofferenza e trasforma l’angoscia provata nel rapporto con il mondo in disperazione: il conflitto tra l’io con sé stesso. 

Liberi di scegliere: fortuna o condanna?

Così come per Kierkegaard anche per l’uomo contemporaneo la scelta condiziona la vita. Un assunto analizzato anche dall’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre per il quale l’uomo nella sua “condanna a essere libero di scegliere” avvertiva un forte senso di responsabilità e affanno. Una paura, una FOMO che si manifesta nel timore di effettuare la scelta sbagliata e di perdere opportunità ed esperienze eventualmente significative per aver optato per qualcosa di diverso.

La gioia di essere tagliati fuori: perdersi per ritrovarsi.

Paura, terrore e urgenza, urgenza di avere tutto per non essere tagliati fuori, urgenza di correre per essere al pari con gli altri e con i tempi. In questo contesto di ansia e fretta il tempo assume un ruolo diverso, limitandosi a essere un costrutto finto da dover amplificare per fare in modo di incastrare tutti gli impegni. E quando scegliere diventa impossibile, quando le giornate si allungano e le ore di sonno diminuiscono, il tempo decide di trovare nuovi canali per far sentire il suo valore essenziale, attraverso un corpo stanco e una mente impaurita, una mente incapace di fare un salto di qualità e di sostituire la FOMO con la JOMO, per ricominciare a provare gioia nel perdersi così da ritrovarsi.

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