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Perché l’Opera ci emoziona ancora: il trionfo delle storie umane sugli espedienti digitali

Scopri perché l'Opera lirica resiste al tempo. Un'analisi dal 1600 a Maria Callas sul trionfo delle storie umane contro gli espedienti digitali moderni.
PERCHE' L'OPERA CI EMOZIONA ANCORA_ IL TRIONFO DELLE STORIE UMANE SUGLI ESPEDIENTI DIGITALI

PERCHE' L'OPERA CI EMOZIONA ANCORA_ IL TRIONFO DELLE STORIE UMANE SUGLI ESPEDIENTI DIGITALI

I contesti sociali e storici influenzano le correnti culturali. Oggi nel tentativo di modernizzare l’opera lirica attraverso espedienti tecnologici e tagli editoriali ci si è dimenticati di cosa rendono le storie avvincenti ma soprattutto coinvolgenti. Più che chiederci come può l’opera sopravvivere nel mondo attuale, bisognerebbe soffermarsi sul perché riesca ancora a resistere. 

L’Opera e le sfide del passato

L’Opera lirica affonda le sue radici nelle corti veneziane. Principi e nobili in seguito iniziarono a finanziare – intorno al 1600 – produzioni operistiche nate da un gruppo di musicisti, poeti letterati ed umanisti fiorentini (noti come la Camerata de’ Bardi) i quali vollero creare una forma d’arte che unisse il linguaggio musicale a quello poetico letterario. Nonostante i suoi albori “esclusivi” all’interno di sale da banchetto con ingressi su invito, il momento storico che caratterizzò il 1600, stava profondamento trasformando l’assetto economico europeo, in cui cominciarono ad emergere, al posto delle vecchie forme feudali, nuove imprese per la creazione di denaro. Fu in questo contesto che avvenne la rivoluzione artistica che permise a molte compagnie teatrali di sperimentare con un’opera lirica aperta al pubblico. 

Le reazioni furono tuttavia inizialmente poco entusiastiche, nonostante i prezzi contenuti e lo scalpore creato da questo nuovo esperimento popolare. Il popolo non era interessato né ai temi né tantomeno alla trama, perciò l’opera cercò sin da subito di realizzare un mezzo creativo che potesse legare le masse a concetti intellettuali. La musica e la scenografia dunque funsero da tramite tra la storia ed il pubblico. Negli anni però questi “effetti speciali” iniziarono a pesare sulle spalle delle compagnie teatrali. Le entrate non riuscivano più a coprire i costi di produzione ed intorno agli anni 60 del seicento il prezzo del biglietto più economico cominciò ad equivalere al salario di un operaio. 

L’Opera e le sfide moderne

Tra gli anni 40 e 60 del novecento si assistette ad un’altra rivoluzione artistica. Il contesto storico in cui si trovò la “divina” Maria Callas, fu caratterizzato dalla necessità di distrarre il pubblico attraverso nuovi mezzi culturali. Grazie alle storie, il popolo poté accettare i drammi attraverso la romantica lente artistica e fu così che alla fine della seconda guerra mondiale, il dramma si pose al centro della rappresentazione operistica. 

Il nostro contesto sociale moderno si è sviluppato sulla base di quello che un tempo funzionò come espediente ma che oggi trova meno ragion d’essere: un mondo oberato da impulsi che consumano lo spettatore, il quale non trova più il tempo di mettere insieme tutte le puntate di una storia. Il cinema, per fronteggiare gli ostacoli imposti dal mercato “content” e dalle piattaforme social, utilizza oggi mezzi narrativi, come le “ripetizioni”, nel goffo tentativo di non perdersi lo spettatore medio tra i meandri del web. Più che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ed il deficit di attenzione, il vero obiettivo che si prefigge l’opera lirica invece è quello di riuscire a colmare il grande vuoto narrativo presente nel mercato artistico. Una cosa non sfugge a chi opera nel settore: i teatri continuano ad essere pieni, mentre i cinema si svuotano. 

L’Opera colpisce ancora

Un recente studio della Digital Entertainment Group ha dimostrato come i giovani della Gen Z starebbero cercando di allontanarsi dall’idea di consumo, prediligendo un approccio più conservativo verso i contenuti media. L’accesso ai contenuti illimitato ma con una temporalità circoscritta, ha spinto i ragazzi a ricercare nella nostalgia un senso di libertà e solidità, nel vero senso della parola. Un chiaro esempio di come il progresso, mirato a facilitare la vita di ognuno, rischia di lasciare indietro le emozioni umane. E’ proprio qui che entra in gioco l’opera lirica, una delle poche forme artistiche che ancora resiste alla formula dell’algoritmo in quanto tiene conto, nella sua integrità, dell’aspetto più importante dell’arte: il racconto di storie umane.

Oggi si tenta di applicare merletti su strutture usurate dai segni del tempo. Il teatro e gli spettacoli dal vivo coinvolgono di più rispetto a un cinema che fa leva sulla fruibilità piuttosto che sull’emozione. Coloro che ancora lamentano i costi dei biglietti per l’opera, è doveroso ricordare quanto il pubblico sia disposto a spendere per un concerto di Beyoncé o una partita di calcio, entrambi considerati eventi “popolari”. 

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