La "nuova" gazzetta piemontese

"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere"

Touch the universe: quando la stampa 3D racconta il cosmo a chi non può vederlo

Scoprire l’universo con il tatto è possibile: un progetto con modelli 3D rende l’astronomia accessibile a ciechi e ipovedenti grazie ai dati del telescopio spaziale Hubble.
touch the universe

touch the universe

“Touch the universe” : quando la stampa 3D racconta il cosmo a chi non può vederlo

 

Immaginare una galassia senza vederla è difficile. Ma come sarebbe poterla toccare? Grazie alla stampa 3D, un team di ricercatori dello Space Telescope Science Institute ha realizzato modelli tridimensionali tattili basati su dati reali del telescopio spaziale Hubble per rendere l’astronomia accessibile a persone cieche o ipovedenti. Utilizzando texture differenziate per rappresentare stelle, gas, polveri e strutture cosmiche, questi modelli offrono un’esperienza sensoriale concreta del cielo. I test di usabilità condotti su un campione di studenti e adulti con disabilità visive hanno dato esiti incoraggianti, confermando il successo del progetto.

 

Un cosmo da ammirare, ma solo attraverso le immagini

 

Quando si pensa all’astronomia, vengono in mente immagini mozzafiato: nebulose colorate, galassie a spirale, ammassi stellari luminosi. L’universo ha sempre parlato attraverso le fotografie catturate dai telescopi. Tuttavia, alle persone con disabilità visive questi spettacoli restano inaccessibili. Come trasmettere loro la bellezza e la complessità del cosmo, quindi?

 

Dalla vista al tatto: modellare l’universo con la stampa 3D

Da tempo si studia il potenziale della stampa 3D, insieme ad altre tecnologie assistive, come strumento per facilitare lo sviluppo concettuale in ciechi o ipovedenti. Eppure, le risorse esistenti per chi soffre di simili problematiche rimangono di disponibilità limitata, tanto da disincentivare lo studio delle materie scientifiche e la scelta di una carriera STEM (i.e., negli ambiti della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Per questa ragione, tra il 2012 e il 2018 un team di ricercatori dello Space Telescope Science Institute di Baltimora ha avviato un progetto ambizioso: trasformare i dati astronomici del telescopio spaziale Hubble in modelli 3D tattili da utilizzare in comunicati stampa, mostre, contesti educativi e iniziative di divulgazione. Le immagini selezionate per il progetto mostrano ammassi stellari e galassie. A ciascun elemento di tali sistemi sono stati assegnati dei rilievi fisici caratterizzati da texture specifiche: le stelle sono indicate da cilindri con altezza diversa a seconda della luminosità, il gas è morbido e punteggiato mentre la polvere è più ruvida e grossolana, e le strutture filamentose appaiono come sottili linee parallele.

 

Un feedback stellare per un cielo inclusivo

 

Al termine della fase di costruzione, i modelli 3D sono stati testati in scuole, musei e fiere scientifiche, coinvolgendo persone cieche o ipovedenti di tutte le età. Il report finale dello studio, pubblicato nel 2024, ha mostrato un feedback sorprendentemente positivo da parte degli utenti: le texture sono risultate riconoscibili, le strutture riprodotte comprensibili, l’esperienza immersiva. In molti casi, l’interazione con i modelli ha stimolato domande sugli oggetti illustrati, accendendo nei partecipanti la curiosità verso l’astronomia. Alcuni di loro hanno addirittura suggerito di stampare altri corpi celesti, per esempio pianeti e buchi neri, e di aggiungere audio esplicativi o variazioni di temperatura per una percezione più realistica.

L’astronomia diventa una scienza per tutti

Oltre all’efficacia educativa, il progetto ha dunque rivelato un grande potenziale inclusivo: in un campo tradizionalmente dominato dalla vista quale è l’astronomia, questa iniziativa mostra come sia possibile aprire l’universo a tutti. Ma non solo: essa è anche un invito ad esplorare il cielo con nuovi sensi, abbattendo le barriere della disabilità e superando le convenzioni sociali. A volte basta un dito per cominciare a scoprire il cosmo, in un viaggio tra le galassie più lontane, ai confini dello spazio-tempo.

About The Author

La Nuova Gazzetta Piemontese 2026 • Tutti i diritti riservati • La Nuova Gazzetta Piemontese è un progetto edito da Edizioni Fadda di Fadda Miriam Andrea, P.IVA 10136780011, Sede Legale: Via Boccardo n. 6, Moncalieri (TO) | Newsphere di AF themes.