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Fuoco fatuo: scienza o superstizione?

Il fuoco fatuo, tra scienza e superstizione, affascina per le sue rare fiammelle verdi, simboliche e misteriose, che appaiono in luoghi umidi o cimiteri.
Fuoco fatuo

Fuoco fatuo

Il fuoco fatuo è un fenomeno che affascina l’uomo da secoli, tanto da essere annoverato tra gli eventi naturali più rari e, allo stesso tempo un mito tra i più popolari, dalla forte carica simbolica. Le fiammelle vaganti e verdi apparirebbero misteriosamente per alcuni secondi su terreni umidi o in prossimità di cimiteri. 

Ma cosa dice la scienza?  

La teoria più accreditata è che i fuochi fatui siano generati dal metano (gas derivato dalla degradazione dei tessuti organici in putrefazione) miscelato con la fosfina. Questa combinazione chimica, a precise condizioni ambientali, darebbe luogo all’autocombustione a contatto con l’aria. Tuttavia, le rare testimonianze oculari descrivendo la luce come “fredda”, hanno portato gli studiosi a pensare, di recente, che potrebbe trattarsi non di combustione ma di chemiluminescenza – o fosforescenza – della fosfina.

Nelle tradizioni popolari, i fuochi fatui sono associati a racconti di anime erranti o spiriti che, con la loro danza luminescente, attirano i viandanti verso pericoli nascosti. In Europa, sono noti come “Will-o’-the-Wisps”, spiriti maligni o fate ingannatrici. In Italia, sono considerati manifestazioni delle anime del Purgatorio, che richiedono preghiere per trovare pace, mentre in Giappone sono note come “hitodama”, anime dei defunti che vagano vicino ai luoghi della loro morte. 

Nella cultura greco-romana, fiamme simili erano associate agli inferi, erano “echi” di anime intrappolate ancora tra la vita e la morte: i fuochi fatui erano simbolo del confine tra il mondo umano e quello ultraterreno 

Anche nella letteratura mondiale ci sono vari riferimenti al fenomeno: autori come William Shakespeare e Edgar Allan Poe hanno utilizzato il fuoco fatuo come metafora dell’illusione e dell’inganno, mentre celebre è il riferimento nel poema di Goethe, il “Faust”, dove il fuoco fatuo rappresenta la tentazione che allontana dalla retta via. 

Del fuoco fatuo si è interessato anche il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP)

Nessuno, fino ad oggi, è mai riuscito a catturare, analizzare o riprodurre in laboratorio un fuoco fatuo, la letteratura scientifica sull’argomento è quasi nulla.

Il fuoco fatuo è più di un semplice fenomeno naturale, è un ponte tra scienza e superstizione.  Rappresenta l’eterno inseguimento umano di qualcosa che sfugge alla razionalità, ma da cui ne risulta terribilmente attratto. Il suo fascino persiste attraverso i secoli, alimentato dal potere delle storie che continuiamo a raccontare.

*Segnalazioni di avvistamenti recenti possono essere riportate al CISU (info@itacomm.net) o al dott. Luigi Garlaschelli, chimico dell’Università di Pavia (garlasch@chifis.unipv.it), membro attivo del CICAP.

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