Segnali alieni o galassie di fondo?
La ricerca di sfere di Dyson con il telescopio WISE indaga segnali infrarossi attribuibili a queste megastrutture aliene, affrontando le ambiguità causate dalle galassie di fondo e i limiti tecnologici attuali.
La ricerca di sfere di Dyson con WISE
Sfere di Dyson, ipotetiche megastrutture per civiltà avanzate
Le sfere di Dyson sono ipotetiche megastrutture, in forma di gusci, anelli o sciami di satelliti, progettate per catturare una parte significativa di luce stellare e convertirla in energia utilizzabile da civiltà avanzate. Conseguenza inevitabile di tale processo è la produzione di calore di scarto, rilasciato nella banda infrarossa media dello spettro elettromagnetico a temperature simili a quelle planetarie. Questa radiazione termica potrebbe perciò essere intercettata dal telescopio spaziale WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) della NASA, realizzato per osservare in un intervallo di lunghezza d’onda comparabile. Grazie alla sua sensibilità, WISE ha catalogato circa un miliardo di sorgenti infrarosse nella Via Lattea, e i suoi dati sono stati combinati con quelli ottici della missione Gaia, che fornisce misure di posizione e velocità stellari estremamente accurate.
WISE e il problema delle galassie di fondo
Una recente analisi di cinque milioni di stelle classificate di tipo M, ossia deboli e di piccola massa, ha identificato sette potenziali candidati ad ospitare sfere di Dyson. La ricerca si basa quindi sull’ipotesi che esistano popolazioni aliene aventi tecnologie che, se sfruttate, lascino tracce rilevabili. Tuttavia, le emissioni attribuite a sfere di Dyson potrebbero essere confuse con segnali analoghi provenienti da galassie di fondo, molto luminose nel medio infrarosso perché circondate da polveri calde, dette HotDOGs (Hot Dust-Obscured Galaxies). La risoluzione limitata di WISE, infatti, aumenta il rischio di sovrapposizioni casuali tra gli oggetti lontani e le stelle vicine lungo la linea di vista, portando ad interpretazioni errate dell’eccesso infrarosso.
I segnali alieni vengono deliberatamente nascosti?
L’assenza di segnali infrarossi credibili nella regione di cielo coperta da Gaia sembrerebbe dunque suggerire che le sfere di Dyson siano incredibilmente rare. Ma, al di là della loro effettiva scarsità numerica, potrebbero essere invece occultate dalle civiltà che le hanno create? L’idea è che le popolazioni aliene sarebbero capaci di adottare delle contromisure per rendersi invisibili dall’esterno: tra queste, la manipolazione della radiazione emessa dalle sfere di Dyson per farle apparire come normali stelle, o il direzionamento anisotropo del calore di scarto per deviare l’indagine tramite telescopi.
Il bisogno di approfondire la ricerca
Ulteriori test aiuterebbero ad appurare la natura di tali segnali. Per esempio, effettuare osservazioni di follow-up in banda radio consentirebbe di mappare con maggior precisione la distribuzione spaziale delle sorgenti del catalogo WISE-Gaia, determinando così la vera origine dell’eccesso infrarosso.
Tra segnali ambigui e limiti tecnologici, la questione rimane aperta
La conclusione dello studio è allora la seguente: anche senza l’interferenza da parte delle civiltà extraterrestri che le hanno costruite, rivelare le sfere di Dyson resta una sfida a causa della contaminazione dovuta alle HotDOGs. Nel campione esaminato, la probabilità che una stella mostri emissioni riconducibili a megastrutture aliene risulta di fatto inferiore a una su cinque milioni.
È il cielo a nascondere troppo o l’umana tecnologia a non essere ancora all’altezza? Nessun segnale alieno per ora, ma il viaggio della scienza continua, spinto dal desiderio di scoperta.
Link alla fonte: arXiv







