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La spettacolarizzazione della dieta mediterranea, tra storia e costume.

La spettacolarizzazione della dieta mediterranea, tra storia e costume.: la vera storia della dieta mediterranea: origini, miti, marketing e l’influenza di Ancel Keys sulla cultura alimentare italiana.
Dieta mediterranea

Dieta mediterranea

La dieta mediterranea è qualcosa che appare ai nostri occhi come simbolo di un passato italiano di cui vantarsi, eppure la sua nascita è più complessa e contemporanea di quanto possa sembrare. Nata dalla mente di un medico americano, arriva nelle nostre tavole relativamente tardi viste le abitudini alimentari spesso poco varie, eppure della sua si sa poco e questo a causa della sua spettacolarizzazione. Dagli usi alimentari degli italiani a livello regionale, fino a un quadro preciso dei consumi cerchiamo di ricostruire la sua genesi.

Si parla molto spesso di “dieta mediterranea” soprattutto quando, reduci da lunghi periodi di sregolatezza alimentare, si cerca di tornare in forma cercando in rete le diete più efficaci per perdere il peso. Questo modo di nutrirsi, enormemente spettacolarizzato dalla cultura italiana, ha una storia molto diversa da quello che si pensa, e l’informazione che se ne dà – spesso- è più falsa di ciò che si crede.

Considerata da tutti la culla della dieta mediterranea, l’Italia oggi vanta un patrimonio enogastronomico invidiato e invidiabile. Nonostante ciò la mitizzazione dei tempi passati ha creato una vera e propria forma di marketing oltre a confermare la tesi secondo cui i tempi recenti siano quelli dove la “misinformazione” e la “disinformazione” la fanno da padroni, in un mondo dove informarsi bene è sempre più difficile.

Il consumo degli alimenti: la storia dell’Italia.

Il consumo alimentare dell’italiano medio nell’Italia dei primi anni del Novecento era molto meno complesso e variegato rispetto a ciò che viene promosso dalla “dieta mediterranea”. La tavola dei contadini era spesso una tavola povera, dove la distinzione sociale rispetto ai ceti più alti risultava molto evidente. Questo primo dato, seppur non sembri ancora fornire una chiara motivazione per la quale sostenere la misinformazione rispetto alla dieta mediterranea, rivela invece un punto chiave: l’Italia non possedeva una tradizione culinaria comune. 

Poveri contro ricchi: le discrepanze economiche nella storia della cucina italiana.

Se il contadino predilige un pane integrale, derivato da miscele di farine diverse ed economiche, il ricco preferiva nutrirsi di carne e derivati del frumento elaborati come il pane bianco e la pasta anche se, come spesso viene mostrato all’interno delle piramidi alimentari il consumo di carne dovrebbe essere ridotto a un solo consumo settimanale.

Oltre alle differenze economiche, ulteriori discrepanze sono date dall’impossibilità in determinate regioni di reperire un dato alimento. Ne consegue che ogni alimento diventa portatore di un’identità regionale diversa e non comune all’intero Paese. Lo dimostra bene la presenza massiccia di piatti tipici a base di riso nelle regioni del Nord Italia (meno presenti nelle regioni del Centro e del Sud) e un consumo di pasta poco cospicuo rispetto a quanto si possa pensare, considerata l’importanza che la pasta ha assunto dopo l’invenzione della dieta mediterranea (Serie Storiche).

Uno racconto tutto americano: la nascita della dieta mediterranea.

Durante la seconda guerra mondiale i soldati americani vennero equipaggiati non solo di armi ma anche di cibo. Ancel Keys, medico statunitense, creò dei kit fatti di cracker, scatolette di carne, gomme da masticare e sigarette, consentendo ai soldati di consumare proteine e carboidrati, di  stemperare la tensione attraverso il fumo e di curare l’igiene dentale attraverso i chewing-gum. Finita la guerra cominciò a studiare il cibo da un punto di vista fisiologico e a pensarlo non solo da un punto di vista energetico ma anche nutritivo e qualitativo.

All’inizio degli anni 50, dopo aver monitorato le famiglie di diversi paesi del mondo, scoprì che a Pioppi, in Campania, il consumo di verdure, olio di oliva e pesce forniva ottimi nutrienti, tanto da vincere sugli studi effettuati in Grecia e Giappone (Eco Museo della Dieta Mediterranea di Pioppi – Pollica – Cilento – Italy).

Nasce così la dieta mediterranea, un lavoro meticoloso e utile per la salute dell’essere umano che però ha spesso caratterizzato uno stile di vita erroneamente legato ad un passato italiano che non è mai esistito del tutto. Con la globalizzazione, il reperimento delle materie prime e un netto miglioramento della condizione economica dell’italiano, il mito della dieta mediterranea è riuscito a diventare realtà. (Ancel Keys – “Eat Well and Stay Well”, Massimo Montanari – “La cucina italiana. Storia di una cultura”).

In conclusione, la Dieta Mediterranea, spesso idealizzata come un eredità immutabile del passato, è in realtà il risultato di un’evoluzione culturale e scientifica relativamente recente, una costruzione culturale che riflette cambiamenti sociali, economici e scientifici. Comprendere questa genesi ci permette di apprezzarla come un patrimonio dinamico che continua a evolversi e ad influenzare positivamente le nostre vite.

Dieta mediterranea

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