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Giubileo: aumentano gli affitti mentre diminuiscono i fedeli

Mentre salgono gli affitti, la gente scende in piazza per difendere i propri diritti fondamentali e non per affermare un credo religioso. Il Giubileo ha fatto emergere le problematiche sociali contemporanee, puntando anche i riflettori sulle mancanze della Chiesa e le grandi sfide che il nuovo pontefice Leone XIV dovrà affrontare.
Giubileo, affitto e fedeli

Giubileo, affitto e fedeli

Giubileo

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Giubileo

Giubileo

La religione – come del resto la nostra società contemporanea – è un flusso di entrate ed uscite, uno spazio sacro in cui l’oscillazione del prezzo è l’unica costante. Il problema è sempre lo stesso: il denaro. Tra precariato e sistemazioni improvvisate proposte a cifre da capogiro, il nuovo Papa Leone XIV, che porta con sé il carico di una rivoluzione spirituale contro l’imporsi incessante del progresso industriale e tecnologico, si ritrova tra le mani un’eredità scomoda; a detta di molti, la Chiesa avrebbe puntato sul Leone vincente per evitare la bancarotta.

Il giubileo e le speranze della chiesa

L’apertura della Porta Santa avrebbe dovuto segnare la rinascita della fede cristiana nel mondo. La Chiesa invece sembra aver sofferto dietro la scia di uomo progressista come Francesco, che per quanto abbia spalancato le porte ai laici ha lasciato molti fedeli senza dimora. Inutile negarlo, non si affida più alla religione l’importante compito di guidare spiritualmente la società, piuttosto, per farla stare al passo con i tempi moderni, tra Meme e Fantaconclave, viene utilizzata come mezzo di spettacolarizzazione come un altro. La fede si è trasformata in una vaga impressione, un ricordo destinato a perdersi negli archivi di un iCloud: la vera casa della nostra anima. 

 

Per molti il Giubileo è stato un fallimento, ma in quali termini? Soprattutto monetari secondo i tassisti romani. Infatti non solo si sono perse le tracce dei fedeli ma anche dei ricavi. L’aumento degli affitti ed i numerosi slogan acchiappa carte di credito portano le persone a distanziarsi da un tipo di spiritualità che sembra favorire più il turismo che i residenti e che non tiene soprattutto conto delle vere esigenze dei fedeli. D’altronde però, sarebbe bastato guardarsi alcune immagini da Mecca, dove milioni di musulmani si accontentano di sistemazioni al limite della conformità, per farsi un’idea del rapporto tra un credente e la sua religione di riferimento. 

 

Oggi la fede cattolica deve realizzare un’autostrada in mezzo al periglioso mare economico. I cantieri ancora attivi lasciano intendere che c’è ancora tanto lavoro da fare per ricostruire un’immagine forte della Chiesa, al centro di un dibattito più politico che spirituale. 

La chiesa e la politica

In molti hanno manifestato la paura di un possibile insediamento della Casa Bianca in Vaticano. Quello che appare evidente però, è che la scelta di un uomo come Prevost si lega a un’idea di Chiesa che vorrebbe tornare a sedersi al tavolo delle trattative politiche, cercando di promuovere al tempo stesso un paradigma cattolico più tradizionale senza tralasciare il ruolo degli Stati Uniti nel quadro geopolitico.

 

Un americano di idee agostiniane che sogna di tenere tutti uniti, Leone XIV si propone come il punto di incontro tra Francesco I e Benedetto XVI. Il nuovo pontefice dai modi affabili pare avere le idee chiare, scritte addirittura nero su bianco. Affacciato da quell’imponente balcone, Prevost non ha parlato di sé e preferendo lo spagnolo all’inglese come seconda lingua, ha voluto mostrare un carattere risoluto malgrado l’apparente fragilità emotiva.

 

Sono passati ormai anni dalle prese di posizione coraggiose di Papa Wojtyla. Francesco lascia un’eredità, seppur ricca di speranza, povera nei gesti. Le sue richieste di aiuti a Gaza si sono perse nei tortuosi negoziati politici e mentre si discute su come e quando mandare la papa mobile in Medio Oriente, ci si chiede chi finanzierà il viaggio.

Una chiesa senza fondi e fondamenti

Piazze e casse vuote; ora spetta al nuovo Papa il compito di riempirle. Il mondo è però costantemente appeso al filo delle trattative e quando la Chiesa pretende un sostegno dai fedeli, cosa offre in cambio? 

Oggi il mondo occidentale cerca le risposte utilizzando ChatGPT e non le trova di certo nei consigli del parroco di quartiere. Forse sarebbe ora che tornassimo a farci più domande e ad aprirci alla possibilità di varcare porte sante verso nuovi orizzonti per evitare di chiudersi “cum clavis”. In questi casi, quando si riscontra una debolezza ideologica e spirituale, si presenta generalmente il rischio di corruzione, una conseguenza che nessuno vorrebbe sulla soglia di San Pietro. Servirà quindi un vero e proprio miracolo, sì, economico.

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