Sensemaking: non ricordi la formula? Usa la fisica!
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Non è sempre necessario ricordare a memoria una formula per risolvere un problema: analizzando come le grandezze fisiche si influenzano a vicenda, si può risalire alla forma dell’equazione cercata. Questo tipo di ragionamento è un esempio di “sensemaking” matematico. Promuoverlo tra gli studenti può potenziare l’apprendimento e rafforzare la comprensione della realtà.
Niente panico davanti ai vuoti di memoria
Chiunque abbia studiato fisica si è trovato almeno una volta di fronte ad un vuoto di memoria: un’espressione matematica confusa, un simbolo che sfugge, una formula che non viene proprio in mente. È un momento che spesso provoca ansia, soprattutto durante una verifica o un esame. Eppure, dimenticare non significa essere condannati a lasciare la pagina in bianco. Anzi, può diventare un’occasione per mettere in atto capacità di ragionamento più consapevoli. Infatti, non è necessario affidarsi esclusivamente alla memoria per procedere nella risoluzione dei problemi: esiste la possibilità di ricostruire le relazioni matematiche analizzando il comportamento dei sistemi fisici e l’interazione tra le grandezze coinvolte.
Ripercorrere la logica dei fenomeni: il caso del condensatore
Per esempio, se non si ricorda l’equazione che regola il tempo di scarica di un condensatore in un circuito elettrico, si può riflettere su quali fattori possano influenzare il processo sottostante: una maggiore resistenza tende a rallentare il passaggio di corrente, mentre una capacità più elevata permette al condensatore di trattenere più carica. Pur non rammentando la formula esatta, si può intuire che il tempo di scarica dipende direttamente da questi parametri.
L’arma del ragionamento
Questo tipo di ragionamento qualitativo prende il nome di “sensemaking” matematico e consiste nell’attribuire senso alle formule matematiche collegandole ai concetti fisici che esse descrivono (arXiv). Chi adotta questo metodo riesce a risalire alla forma dell’equazione cercata senza dover ricorrere alla memoria. Si tratta quindi di un procedimento che unisce osservazione, logica e abilità di riorganizzare le proprie conoscenze in modo funzionale, passando dalla semplice applicazione meccanica di regole predefinite alla reale comprensione del fenomeno in esame.
“Sensemaking” matematico, la chiave per imparare davvero
Il “sensemaking” matematico rappresenta dunque una strategia preziosa non solo per risolvere i problemi, ma anche per consolidare l’apprendimento. Inoltre, esso contribuisce a sviluppare autonomia nello studio, preparazione ad affrontare situazioni nuove e fiducia nelle proprie risorse cognitive. Imparare a ragionare aiuta a cavarsela anche quando la memoria tradisce. Dopotutto, la fisica non può essere ridotta ad un mero elenco di formule, poiché costituisce il linguaggio per leggere e capire il mondo.







