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Biocarburanti e carburanti sintetici:

Biocarburanti ed e-fuel: soluzioni sostenibili o falsi miti? Un’analisi critica su impatti ambientali, costi e futuro della mobilità post-fossile.
Biocarburanti e carburanti sintetici

Biocarburanti e carburanti sintetici

Biocarburanti e carburanti sintetici: luci e ombre sulle alternative ai carburanti tradizionali

Analisi sulle implicazioni ecologiche ed economiche di queste nuove tipologie di combustibili

Da anni è dibattuto l’inquinamento causato dai motori termici, tanto da portare l’Unione Europea a fornire delle direttive per restringere il mercato di questa tipologia di auto per poi sostituirlo interamente con la vendita di auto elettriche e raggiungere quindi la neutralità climatica entro il 2050.

 

Le principali differenze tra carburanti sintetici e biocarburanti

In Europa un quinto delle emissioni di CO2 deriva dal trasporto su strada*, compiuto prevalentemente da mezzi alimentati a diesel o benzina.  Le principali aziende petrolifere europee, per diminuire l’impatto ambientale causato dalla combustione dei carburanti tradizionali, hanno provveduto alla produzione di carburanti sintetici o di biocarburanti.

I carburanti sintetici (o e-fuel) sono prodotti a partire da una reazione chimica (elettrolisi) dell’acqua, che separa gli atomi di idrogeno dall’atomo di ossigeno. Questi atomi di idrogeno vengono successivamente miscelati con l’anidride carbonica estratta dall’aria, realizzando un combustibile liquido adatto ai motori a scoppio.

I biocarburanti si differenziano in biocarburanti di prima generazione e di seconda generazione. I primi derivano da materie prime rinnovabili come la canna da zucchero, il grano e il mais; i secondi sono invece prodotti a partire da biomasse, cioè residui organici di natura vegetale o animale, solitamente scarti dell’industria agroalimentare (come gli oli da cucina esausti).

Tra questi tipi di carburante troviamo il bioetanolo, il biodiesel, il biogas e molti altri.

 

I limiti di e-fuels e biocarburanti

I carburanti sintetici sembrano all’apparenza degli ottimi sostituti ai combustibili fossili, ma nascondono delle insidie. La loro produzione, per quanto “semplice“, richiede un grandissimo dispendio di energia elettrica, che non sempre deriva da fonti rinnovabili, e acqua (da cui estrarre l’idrogeno). Questo processo di produzione comporta quindi dei costi molto elevati per il consumatore, che quindi preferirà l’utilizzo di combustibili fossili sia per i costi minori che per l’effettivo inquinamento causato dal ciclo di produzione e combustione totale.

I biocarburanti sono una fonte rinnovabile (perché si rigenerano in tempi brevi e quasi dovunque) e facilmente reperibile, ma presentano dei limiti non indifferenti ragionando in termini di sostenibilità.

Per quanto riguarda i biocarburanti di prima generazione, la coltivazione delle materie prime da cui sono estratti comporta molto spesso la deforestazione di vaste aree per sostituire le piantagioni di monocolture alle specie autoctone. Inoltre per ottimizzare la crescita delle piante vengono utilizzate grandi quantità di pesticidi e acqua, annullando il risvolto ecologico – se non peggiorandolo rispetto ai combustibili fossili – e sollevando un ulteriore problema legato alla crisi alimentare e all’occupazione di suolo utilizzabile per scopi foraggeri o alimentari.

I biocarburanti di seconda generazione hanno invece un profilo emissivo migliore rispetto a quelli di prima generazione, in quanto possono arrivare a ridurre le emissioni fino all’88% rispetto ai combustibili fossili**. Il loro impiego è quindi di gran lunga più ecosostenibile, ma solleva un altro problema riguardante la difficoltà di reperimento dei residui e degli scarti, che non sono sufficienti a sostenere il mercato globale dei combustibili.

 

Cosa aspettarci per il futuro del trasporto su strada?

L’utilizzo di combustibili sintetici e biocarburanti potrebbe tornare utile nel limitare l’impatto ecologico dei trasporti difficilmente convertibili all’elettrico, come il trasporto navale e aereo, permettendo anche a questi settori di affrontare un processo di graduale decarbonizzazione.

Ad oggi, la migliore alternativa ai combustibili fossili nel settore stradale rimane l’elettrico, che da anni è in vetta alla classifica per quanto riguarda l’efficienza e le basse emissioni, potendo contare su varie fonti rinnovabili e sugli incentivi europei. 

 

* Fonte: Parlamento europeo – https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20221019STO44572/il-divieto-di-vendita-per-le-nuove-auto-a-benzina-e-diesel-nell-ue-dal-2035

** Fonte: Transport&Environment 

https://www.transportenvironment.org/uploads/files/Carburanti-biologici-e-sintetici_-tutto-cio-che-bisogna-sapere-3-min-1.pdf

 

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