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L’uno e il molteplice: come riconoscere un AGN

Gli AGN sono buchi neri supermassicci in accrescimento; quasar, blazar e Seyfert sono la stessa struttura vista da angoli diversi, come spiega il modello unificato.
AGN

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I nuclei galattici attivi (AGN) sono i motori energetici di molte galassie, alimentati da buchi neri supermassicci che inghiottono la materia circostante e generano enormi quantità di energia. Gli AGN possono apparire molto diversi a seconda dell’angolo di osservazione: ciò porta alla classificazione in quasar, blazar e galassie di Seyfert. Il modello unificato spiega queste differenze come effetti prospettici e di occultamento, mostrando che tutti gli AGN condividono in realtà gli stessi processi fisici fondamentali.

 

Struttura dei nuclei galattici attivi

I nuclei galattici attivi (active galactic nuclei, AGN) rappresentano una delle manifestazioni più spettacolari dell’attività dei buchi neri supermassicci al centro delle galassie (arXiv). Al cuore di ogni AGN vi è infatti un buco nero supermassiccio che accresce materia da un disco circostante: il gas che spiraleggia verso il centro si riscalda, liberando enormi quantità di energia sotto forma di radiazione. Attorno al disco di accrescimento si trova un toro (ovvero un anello spesso) di gas e polveri, che scherma parte della radiazione emessa. Molti AGN presentano anche dei getti relativistici (ossia fasci di particelle che viaggiano a velocità prossime a quella della luce), orientati perpendicolarmente al piano del disco e che si estendono su notevoli distanze, raggiungendo scale galattiche.

 

Galassie di Seyfert, quasar e blazar

Questa geometria dà luogo a un’apparente varietà di oggetti, a seconda dell’angolo da cui la si osserva. Se il toro di gas e polveri non oscura il nucleo, emergono le regioni interne del disco di accrescimento, dove il gas in rapida rotazione produce emissioni più intense e sfumate: è questo il caso dei quasar e delle galassie di Seyfert di tipo 1. Se invece il toro oscura il nucleo, a rimanere visibili sono solo le regioni più esterne del disco, dove il gas si muove più lentamente e l’emissione risulta più nitida e meno intensa, come nelle galassie di Seyfert di tipo 2. Infine, gli AGN con getti relativistici rivolti lungo la linea di vista (cioè verso l’osservatore) sono caratterizzati da un’emissione amplificata e vengono detti blazar.

 

Il modello unificato degli AGN

La molteplicità osservativa degli AGN ha fatto sì che essi fossero storicamente classificati come oggetti distinti. Tuttavia, il successivo modello unificato degli AGN ha permesso di spiegare tali differenze come effetti prospettici e di occultamento, senza la necessità di introdurre nuovi tipi di nuclei galattici attivi. Di conseguenza, la classificazione passata rifletteva semplicemente le diverse facce dello stesso fenomeno fisico. 

 

Una molteplicità non in contrasto con l’unità

Riconoscere un AGN significa quindi decifrare una combinazione di segnali provenienti dalle varie componenti che lo costituiscono. Solo integrando queste informazioni è possibile ricostruire la struttura di nucleo galattico attivo e distinguere l’emissione prodotta dall’accrescimento da quella della galassia ospite. La molteplicità osservativa non contraddice l’unità del fenomeno: al contrario, ne è la firma.

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